Sahara, scambio di prigionieri ma nessuna notizia di Rossella

WASHINGTON — È il grande bazar sugli ostaggi. Dalla Nigeria fino alla Mauritania, con i suoi prezzi e le sue oscillazioni di mercato. Ieri è stata annunciata la liberazione di un agente mauritano che era stato preso in ostaggio da Aqim, la fazione qaedista che agisce nella regione del Sahel. In cambio è stato rilasciato Abdelrahman Imidou, un terrorista responsabile del sequestro dell’italiano Sergio Cicala e della moglie (dicembre 2009). Mosse che si inseriscono, forse, nella vicenda di Rossella Urru, la cooperante italiana rapita da un gruppo scissionista. Si era detto che nello scambio potesse essere inserita anche la nostra connazionale. Un particolare mai confermato, anzi smentito con decisione. Meglio essere cauti su piste che somigliano ai miraggi del deserto. Troppe notizie false o non corrette, molte le incertezze sui piani degli islamisti. La Farnesina si attiene alla linea del riserbo e i familiari, in mancanza di informazioni concrete, non nascondono l’angoscia. Un timore cresciuto nelle ultime 48 ore in seguito a quanto accaduto in Nigeria. Ma a questo proposito l’inviata per la Farnesina nel Sahel, Margherita Boniver ha sostenuto che non dovrebbero esserci conseguenze per i casi della Urru e di Maria Sandra Mariani, l’altra italiana da più di un anno prigioniera dei predoni islamisti. La speranza è tutta nei negoziati, difficili e intricati. La storia del poliziotto e quella di Rossella si sono sviluppate in parallelo anche se gestite — sembra — da due bande diverse. L’agente era stato catturato da una «katiba» di Aqim mentre la Urru è nelle mani degli scissionisti del Tawhid, nucleo composto da maliani, mauritani, tuareg e saharawi. I gruppi rivali hanno deciso di collaborare per portare a casa un bottino più alto? Alcuni esperti non lo escludono, altri sono scettici. Anche se è bene sottolineare che stiamo parlando di entità  non sempre definite, dove non mancano contrasti e iniziative personali. 
Ai terroristi interessa far uscire dal carcere i loro compagni ma puntano sopratutto al denaro: si è parlato di 30 milioni di euro per comprare la libertà  di Rossella e di due colleghi spagnoli. Una somma ingente che viene divisa tra la gang e i «professionisti» del «settore ostaggi». I mediatori — spesso influenti capi clan — e quanti favoriscono i movimenti degli estremisti nella regione. Civili ma anche quegli uomini in divisa che dovrebbero sorvegliare — eufemismo — le frontiere. E poi ci sono quei trafficanti (droga, armi, schiavi) con i quali i terroristi sono in affari. Gli islamisti garantiscono protezione ai passaggi dei carichi di coca provenienti dal Sud America e diretti in Europa.
C’è una cifra che può aiutare a comprendere il fenomeno che si è sviluppato in una regione remota ma che risucchia, con i suoi eventi, molti governi. Secondo fonti francesi dal 2007 sono state rapite nella zona 80 persone per le quali gli occidentali hanno pagato centinaia di milioni di euro in riscatti.


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