Di lotta o di governo, il braccio di ferro della Liga

Domenica 29 aprile la partita conclusiva si gioca a Padova: un migliaio di soci militanti chiamati a rinnovare il vertice provinciale con la Lega nell’occhio del ciclone. Si chiude il lungo commissariamento del senatore veronese Federico Bricolo, dopo la stagione di Maurizio Conte che per un decennio è stato il padre-padrone del partito. L’assise padovana, sulla carta, rompe l’equilibrio interno. Sembra l’ultima trincea per respingere al mittente la «pulizia etnica» della Lega. Tocca a Roberto Marcato, vice presidente della Provincia, conquistare la maggioranza degli iscritti: può contare sul sostegno dei parlamentari e degli amministratori locali. 
Ma Tosi si ostina a esibire ben altri calcoli, forte dell’asse di ferro con l’ex ministro dell’Interno: «Abbiamo già  la maggioranza, in base ai congressi già  celebrati. Padova sarà  ininfluente. E c’è una precisa delibera votata dal consiglio federale della Lega che stabilisce come il congresso del Veneto dev’essere convocato entro il 21 giugno. Non ho dubbi che così sarà . E non sarà  improbabile la mia candidatura» fa sapere in attesa di concentrarsi sulla campagna elettorale di Verona.
A Treviso, si fa quadrato intorno a Gobbo e al governatore Luca Zaia (che, per altro, ha declinato l’offerta di candidarsi al dopo-Bossi). Il segretario provinciale Giorgio Granello fresco di nomina ha già  sparigliato il monopolio della Liga trevigiana. E adesso anche la lista «Razza Piave» fa comodo non solo al presidente della Provincia Leonardo Munaro.
La geopolitica interna alla Liga in Veneto è abbastanza nitida. Il Polesine e l’area Venezia-Mestre-Chioggia sono praticamente «blindate» dai sostenitori di Gobbo: Antonello Contiero a Rovigo e Paolo Pizzolato in laguna hanno provveduto in anticipo a «tarare» il dissenso. A San Donà  di Piave, invece, il segretario è il 25enne Emanuele Prataviera decisamente in sintonia con Tosi che può contare anche su Belluno dove al vertice c’è Diego Vello. Naturalmente maronita al 75% la Lega di Verona ora guidata da Paolo Paternoster che è anche presidente di Agsm l’azienda dei servizi di pubblica utilità . Con Vicenza la matassa si ingarbuglia ulteriormente. La segreteria provinciale è nelle mani di Maria Rita Busetti (sindaco di Thiene), tuttavia la Lega sta ancora metabolizzando l’espulsione del senatore Alberto Filippi. Non basta, perché Stefano Stefani e Manuela Dal Lago sono stati protagonisti di uno scontro proprio in chiave congressuale. Oggi si ritrovano «alleati» nella fase di transizione: uno tesoriere, l’altra nel triumvirato. Entrambi rappresentano la Lega di governo, eppure non possono prescindere dagli umori della Lega di lotta. 
Infine, due sintomatici commenti. Da Gorgo al Monticano (Treviso), 80% di voti alla Lega nelle Regionali 2010. Così il sindaco Firmino Vettori: «Qualcuno ha tradito Bossi. È facile dire che la colpa è del generale, ma quanti dei colonnelli gli hanno detto come stavano veramente le cose, e del malumore che agitava la base?». E Bepi Covre, ex sindaco e parlamentare: «Onore al guerriero Bossi. Ci ha rimesso anche la salute. Ora si volta pagina. Per la Lega inizia una nuova primavera. Ma perché ancora due lombardi nel triumvirato? Hanno già  avuto tanto in questi anni, inclusa la loro casa in via Bellerio».


Related Articles

L’asse dello scontento rischia di favorire l’offensiva di Grillo

Se riesce, l’accordo sulla riforma elettorale e su quelle istituzionali può ricreare un simulacro di unità nazionale; e dunque permettere una stabilizzazione del sistema, che si intravede appena ma potrebbe garantire la stabilità. L’offensiva di Beppe Grillo contro il Quirinale nasce da questa consapevolezza.

Rilancio, cambio in corsa o candidatura di Alfano

Le tre carte (coperte) Gennaio mese chiave per la legislatura

Grillo all’attacco: «Urne subito, con il Porcellum»

No del leader a maggioranze alternative: Vinciamo e cambiamo la legge elettorale

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment