E le Poste assumono i figli dei dipendenti in mobilità 

ROMA – Fuori il padre, dentro il figlio: la mobilità  è meno dura se sai che l’azienda ti manda via, ma al tuo posto assume la prole. Così ha fatto Poste spa, trovando, per una parte degli esodati, una soluzione «in famiglia». Nell’azienda, ad avere questo problema sono circa 5 mila dipendenti: lavoratori che hanno accettato di lasciare il posto per essere accompagnati – grazie agli ammortizzatori sociali – alle soglie della pensione, ma i cui progetti sono ora saltati per via dell’allungamento dell’età  pensionabile introdotto dalla riforma Fornero. Poste Italiane una parziale soluzione al problema l’ha trovata. Lo ha annunciato il presidente Giovanni Ialongo, specificando come non sia possibile che ora i 5 mila esodati postali rientrino in azienda visto che «alcuni sono stati incentivati all’uscita grazie all’assunzione del figlio o della figlia». In tempi di disoccupazione giovanile al 31,9 per cento una proposta molto interessante per chiunque abbia ragazzi a carico. Le Poste non forniscano dati su quante persone abbiano accettato lo scambio, ma i sindacati parlano di oltre 500 assunzioni avvenute grazie a questa staffetta famigliare. Il dieci per cento degli esodati, dunque.

Il passaggio, sottolineano i sindacati, è avvenuto grazie ad accordi individuali fra dipendente e azienda. «La scelta è stata assolutamente discrezionale» assicura Enrico Miceli, segretario generale della Slc Cgil, per niente convinto della pratica e sicuro che invece la questione possa risolversi solo «ripristinando le condizioni accettate dai lavoratori al momento dell’uscita». Quindi tutti in pensione con le vecchie regole altrimenti, assicura Miceli «non saranno solo i lavoratori ad avere grossi problemi, ma anche le aziende». Cgil, Cisl, Uil e Ugl tengono a precisare di non aver firmato alcun accordo su vie d’uscita familiare, anche se la soluzione – in passato – aveva ottenuto la benedizione dei sindacati (un paio d’anni fa erano stati firmate intese su assunzione-controscivolo in diversi istituti bancari). La pratica premia infatti la filosofia del «tengo famiglia», ma fa sicuramente a botte con qualsiasi principio di meritocrazia. Difficile però che possa ottenere un rifiuto: le Poste (di cui in questi giorni si sta parlando anche per via dei 37 lavoratori in nero risultati da una ispezione del ministero del Lavoro alla Sda express), toccando il cuore di mamma e papà , sapevano di andare sul sicuro.


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