Ecco i «manifestatamente insussistenti»
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Questo il forte segnale che i lavoratori, soprattutto della cantieristica e della Vallesina, hanno voluto dare al governo e a tutti coloro che vogliono praticamente cancellare l’articolo 18, rendendolo, come dice il segretario regionale della Fiom Giuseppe Ciarrocchi, «un simulacro». L’iniziativa è stata promossa nell’ambito del «pacchetto» nazionale di mobilitazione indetto dalla Fiom contro i provvedimenti del duo Monti-Fornero. In circa un migliaio, alle 9,30, si sono trovati vicino ad un centro commerciale della zona industriale di Jesi. Da lì in corteo con le bandiere rosse del sindacato metalmeccanico, con slogan contro la Fornero e in difesa dell’articolo 18, gli operai si sono lentamente spostati verso l’entrata dell’autostrada. Poi di fronte ad uno schieramento numeroso di celere, carabinieri e finanzieri in tenuta antisommossa, sono iniziate le trattative con i vertici della Questura. Alle 10.45 il migliaio di manifestanti è entrato e ha invaso le corsie bloccando completamente il traffico in entrambe le direzioni. In testa lo striscione che apriva il corteo, assai eloquente: «Manifestatamente insussistenti», una scritta come spiega Ciarrocchi che «fa riferimento alla nuova formulazione dell’art. 18 e alle motivazioni per il reintegro, ma soprattutto al ruolo dei lavoratori sempre più marginalizzati e ‘inesistenti’». Buone le percentuali di adesione alle quattro ore di sciopero. Si va dal 60-70% delle fabbriche della zona Sud (Osimo e Castelfidardo) all’80% dello jesino ((Fiat Cnh di Jesi, New Holland) fino a toccare la punta del 90% per quanto riguarda le aziende della cantieristica di Ancona ( Fincantieri, Crn). Dunque un segnale di forte vitalità e combattività contro una riforma del lavoro che con lo svuotamento dell’articolo 18, denuncia Ciarrocchi da vita “ad un’operazione con cui si approfitta della crisi per rimettere in discussione un sistema di diritti e di tutele che vanno dallo stato sociale ai diritti fondamentali» .
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