Esplode l’ira di Elie Wiesel “Un premio Nobel come lui non può ignorare la storia”
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BERLINO – «C’è una regola non scritta: dice che un Nobel deve astenersi dal criticare un altro Nobel. Ma ci sono eccezioni, e questo caso è un’eccezione, eccome». Il professor Elie Wiesel, sopravvissuto ad Auschwitz, Nobel per la Pace, comincia così il colloquio sull’attacco di Guenter Grass a Israele.
Professor Wiesel, qual è stata la sua prima reazione leggendo la poesia di Grass pubblicata da Repubblica e da altri media internazionali?
«Tra vincitori di premi Nobel non ci si critica a vicenda. Ma ci sono volte che non si può tacere».
Perché?
«Perché da scrittore e poeta tedesco, Guenter Grass dovrebbe sapere che lo Stato ebraico non ha mai programmato di eliminare un altro popolo. Come invece la Germania ha fatto nel passato, e come il presidente iraniano minaccia di fare attualmente. Guenter Grass è uno scrittore di talento, ma non è uno scienziato. Se avesse studiato qualsiasi disciplina scientifica nucleare, potrebbe chiedersi come sia mai arrivato a un simile giudizio così orrendo su Israele. Israele ha imparato, come noi tutti nel mondo d’oggi, a prendere sul serio le minacce del nemico. Per questo è così sensibile a qualsiasi tema legato a minacce nucleari. Da persone come Guenter Grass i leader israeliani si aspettano una posizione più attenta e cauta».
Grass scrive “il pericolo per la pace è Israele”. Che ne dice?
«Sono sorpreso e addolorato di leggere simili dichiarazioni con quella firma. Chiunque conosca la situazione in Medio Oriente sa che non è vero».
Grass accusa Israele di volontà di attacco preventivo, che risponde?
«Il problema principale è come lui guarda all’Iran. A parte che in tutta la sua Storia di Stato Israele ha sempre e solo condotto guerre difensive. Ma il problema è l’Iran, e l’aspetto più terribile è come Grass parla minimizzando dell’Iran».
Definisce Ahmadinejad “fanfarone”, è d’accordo o no?
«Io non paragono Ahmadinejad a Hitler. Ma è terribilmente chiaro come Grass si sbagli su Ahmadinejad. Le cui ripetute dichiarazioni di voler distruggere Israele non sono solo propaganda. Vuole veramente dire quello che dice. Come si deduce dai rapporti dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, i programmi nucleari iraniani sono una minaccia seria per Israele. Non solo le centrifughe, tutti i programmi, i missili nordcoreani. È una questione seria».
Insisto, l’Iran non è una minaccia sopravvalutata?
«È una minaccia da prendere sul serio. È poi anche terribile non gridare contro le violazioni dei diritti umani in Iran, dalle torture alle esecuzioni. Ma il peggio Grass lo ha scritto con le accuse a Israele. Lo attacco per quanto ha scritto su Israele, non per quanto tace sull’Iran».
Grass definisce la fornitura di U-Boot tedeschi a Israele come “complicità in crimini”. Secondo lei ha ragione o no?
«Dirlo, per un tedesco, è oltraggioso moralmente e intellettualmente. Dai tempi di Adenauer il passato pesa in modo positivo sulla politica tedesca verso Israele. Il primo incontro tra Adenauer e David Ben Gurion – io c’ero, come reporter – fu commovente. Insieme da soli si dissero tanto, alla conferenza stampa successiva dominava il silenzio imbarazzato. Adenauer ruppe il ghiaccio, disse a noi giornalisti “raus”, via. La critica di Grass ad Angela Merkel la quale dice che “la sicurezza di Israele è priorità strategica” è un problema per Grass stesso e per chi la pensa come lui. Prendiamo nota di cosa Grass vuole, capendo chi è il vero Guenter Grass. Lui che in un’intervista a un giornale israeliano paragonò l’Olocausto alle sofferenze dei civili tedeschi nella seconda guerra mondiale scatenata da Hitler».
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