Scandalo Bo, che coincidenza

Incidenti a Chongqing Nelle stesse ore in cui la tv annunciava le disgrazie politiche di Xilai e quelle giudiziarie della moglie, accusata di aver ucciso un uomo d’affari britannico, nella «sua» città  scoppiavano disordini con decine di feriti. Ma le autorità  negano ogni collegamentoGli incidenti sono scoppiati martedì sera, nelle stesse ore in cui prima l’agenzia di Stato Xinhua e poi il Tg delle 23 annunciavano la clamorosa rimozione di Bo Xilai dal Politburo e dal Comitato centrale del partito comunista cinese (Pcc). Decine di migliaia di persone si sono riversate nelle strade di Chongqing, la megalopoli nel centro del Paese governata da Bo fino al 14 marzo scorso. Gli scontri (decine di feriti lievi dopo l’intervento massiccio delle forze dell’ordine) si sono verificati nel distretto di Wansheng, recentemente accorpato a quello, più povero, di Qijiang. I residenti di Wansheng protestavano, perché l’unione tra i due quartieri avrebbe provocato nel primo una riduzione degli assegni pensionistici e un peggioramento dell’assistenza sanitaria. 
Contattati dall’Associated press, funzionari del governo di Chongqing hanno sottolineato che tra il siluramento del leader del Pcc e i disordini non ci sarebbe alcun collegamento diretto, soltanto una coincidenza temporale.
Dai popolarissimi weibo (il twitter cinese) sono state subito bloccate le ricerche con parole chiave come «Wansheng», «Qijiang» e «Chongqing». Il governo di Chongqing sul suo sito internet ha rassicurato i residenti di Wansheng: le loro pensioni e la loro assistenza medica verranno tutelate. 
Il giorno dopo l’annuncio dell’indagine per omicidio nei confronti di Gu Kailai, la moglie di Bo, e del siluramento del «principino» (figlio di un leader della rivoluzione del 1949) che sperava di entrare nel Comitato permanente del Politburo, ieri il Pcc ha iniziato a spiegare ai cittadini la sua versione dei fatti, per contrastare le voci che in mancanza d’informazioni attendibili proliferano sul web. E perché bisognerà  chiudere presto lo scandalo, per fare in modo che la transizione politica decennale che avrà  luogo in autunno con il 18° Congresso, dopo la tempesta scatenata dal caso Bo, avvenga nella maniera più ordinata possibile.
Con un editoriale del Quotidiano del popolo (l’organo ufficiale del Partito) il Pcc ha chiesto alla popolazione un «sostegno energico» per quella che definisce una «decisione giusta», perché «Bo ha violato in maniera grave la disciplina del partito provocando un danno alla causa e all’immagine del partito e dello Stato». 
Il governo di Londra ha accolto con favore la decisione d’indagare Gu per la morte di Neil Heywood, 41enne uomo d’affari britannico da vent’anni legato alla famiglia di Bo e trovato senza vita nella sua stanza d’albergo di Chongqing il 15 novembre scorso. «Per noi è molto importante conoscere la verità  su questo caso molto inquietante e tragico» ha dichiarato il premier David Cameron, in visita in Indonesia. 
Secondo la ricostruzione diffusa l’altro ieri in tarda serata dalla Xinhua, a distruggere la carriera politica dell’ex segretario del Pcc a Chongqing sarebbero state le rivelazioni fatte dall’ex capo della polizia e braccio destro di Bo, Wang Lijun quando quest’ultimo – il 6 febbraio scorso – si rifugiò per dieci ore nel consolato statunitense di Chengdu, dove avrebbe chiesto asilo politico perché minacciato da Bo. Wang avrebbe detto che a uccidere Heywood sarebbero stati Gu e un inserviente di Bo. E che l’omicidio sarebbe maturato dopo che tra Gu e Heywood erano scoppiati dissidi in merito a degli affari economici.
Finora tutte le informazioni su questo che è il caso politico più rilevante degli ultimi anni dopo la repressione di piazza Tiananmen nel 1989, vengono da una sola fonte, le autorità  centrali. Secondo Michael Anti, uno dei più conosciuti blogger cinesi, il governo ha addirittura «costruito» il caso Bo. Anti sostiene che esista un momento preciso in cui ha preso corpo la «fonte unica» dietro alle «rivelazioni» sulla moglie di Bo, trasmesse prima attraverso i weibo e, in seguito, dalle inchieste dei giornalisti stranieri e dei blogger cinesi. Nel corso di un incontro con la stampa straniera svoltosi ieri a Pechino, Anti ha ricostruito la diffusione delle «rivelazioni» sulla morte di Heywood. La prima notizia, secondo il blogger, sarebbe stata inviata ad alcuni giornalisti cinesi e stranieri dal cellulare del «super poliziotto» Wang Lijun. Ma quel messaggio, sottolinea Anti, «è stato inviato quando Wang era già  detenuto». Quindi qualcun altro, secondo Anti, ha voluto accreditare quelle «rivelazioni» utilizzando il telefono di Wang, conosciuto e ritenuto credibile da molti giornalisti, stranieri e cinesi.


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