Terrorismo, fermata una cellula tutta italiana
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PESARO – Un professore di lettere del liceo, tre impiegati, due operai, due vigilantes e alcuni disoccupati. È composta così la cellula terroristica, tutta italiana, scoperta ieri dalla Polizia di Stato. Si tratta di persone, convertite all’estremismo islamico, che si stavano addestrando per compiere il “martirio” in nome della Jihad. Dalle loro case di Palermo, Como, Milano, Cagliari, Brescia, Pesaro, Salerno e Cuneo, quasi ogni giorno, i dodici si scambiavano informazioni su come fabbricare bombe (utilizzando semplice materiale da cucina) per «uccidere gli impuri e i miscredenti». Almeno fino a ieri, quando la divisione nazionale anti terrorismo della Polizia di Stato (Ucigos) ha arrestato uno del gruppo (che era sul punto di fuggire in Marocco) e perquisito le case degli altri undici, sequestrando computer e altro materiale. Sono tutti indagati con l’accusa di “addestramento con finalità terroristica”, ma in carcere, per il momento, è finito solo Andrea Campione, 28 anni, operaio di Pesaro.
Il ragazzo che da tempo si fa chiamare Abdul Wahid As Siquili – sposato con una donna di origine marocchina – si era licenziato dal lavoro (una fabbrica dell’indotto del settore del mobile) perché voleva partire per “compiere la sua missione”. Gli inquirenti sostengono che Campione fosse in stretto contatto con un ragazzo – anch’egli di origine marocchina – arrestato a Brescia un mese fa e accusato di aver progettato un attentato alla sinagoga di Milano. Proprio l’arresto dell’amico avrebbe convinto l’operaio marchigiano a prenotare un biglietto di sola andata per il Marocco. «Sarebbe partito a giorni. A Rabat probabilmente avrebbe finito l’addestramento per poi andare in Afghanistan a combattere», rivela Claudio Galzerano, dirigente della divisione anti terrorismo. «Questo gruppo italiano», rimarca il dirigente dell’Ucigos «ha sostenuto la causa jihadista in diverse forme: c’è anche chi si è preoccupato di tradurre i testi di al Qaeda in italiano». Durante le perquisizioni nelle varie città è stato trovato anche un video di un attentato kamikaze. L’operazione è stata denominata «Niriya», dal nickname che Campione usava sul web per acquisire e diffondere testi di natura jahidista e quaedista, e per portare avanti il progetto di terrorismo islamico insieme – ritengono gli inquirenti – con un docente di origine sarda. L’insegnante indagato è un professore quarantenne (precario) che insegna al liceo Dettori di Cagliari. Questa mattina gli agenti hanno bussato alla porta di casa sua e acquisito materiale informatico che adesso verrà analizzato.
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