Angosciati da debiti e tasse: altri due suicidi

VICENZA – Un corpo senza vita, appeso a una giostra per bambini in un parco pubblico di Vicenza: quello del titolare di un’agenzia immobiliare di 52 anni, due figli, travolto dal debito di 7-8mila euro contratto con una banca e divenuto per lui un’ossessione. L’hanno scoperto alcune mamme che accompagnavano i figli alla vicina scuola materna, e per evitare ai bambini la vista del suicida alcune classi sono state trasferite in altre aule, dove le ha raggiunte poco dopo uno psicologo di sostegno. 
«Un dramma che annienta», l’ha definito il sindaco Achille Variati; una tragedia silenziosa – quella degli imprenditori uccisi dalla recessione – che conosce ogni giorno nuovi capitoli. Così a Bologna un commerciante di 48 anni è stato trovato impiccato nel retrobottega del suo negozio di elettrodomestici: aveva ricevuto una cartella esattoriale di 20mila euro da Equitalia e i suoi nervi erano a pezzi; in mattinata, durante un’accesa discussione con i vicini, aveva confessato di non essere in grado di far fronte alla rata condominiale; prima di togliersi la vita ha scritto un biglietto ai familiari, chiedendo loro perdono. 
Dramma scongiurato in extremis a Calolziocorte (Lecco): qui, al culmine della disperazione per i debiti e per le cartelle delle tasse in arrivo, un imprenditore quarantenne ha tentato di impiccarsi nel giardino di casa. A salvarlo è stata la figlia, di 15 anni, che ha visto il padre con la corda al collo e, con coraggio e sangue freddo, l’ha raggiunto e l’ha tenuto sollevato fino all’arrivo della madre. L’uomo, ora, è ricoverato all’ospedale in condizioni gravi ma non è in pericolo di vita.
«In questo primo scorcio del 2012 il numero di suicidi tra gli imprenditori è salito a 34, un bollettino di guerra», commenta il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi. A cui va aggiunto il caso di Bologna. «Di fronte a questa escalation che sembra non avere fine, chiediamo al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di intervenire facendo capire che le istituzioni sono vicine a chi quotidianamente è chiamato a fare impresa». 
Particolarmente allarmante il caso del Veneto, la regione più colpita dai suicidi: «C’è un tratto comune che li caratterizza – afferma Bortolussi – ed è il grande senso di ingiustizia che questi imprenditori stanno vivendo. Vuoi per il mancato pagamento da parte dei committenti, pubblici e privati, vuoi per la mancanza di liquidità , visto che molti istituti di credito, anche se l’azienda è sana e solvente, chiudendo bruscamente i rubinetti del credito». Anche il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, sottolinea «la disperazione di tanti imprenditori che non riescono più a vedere una prospettiva diversa rispetto alla chiusura della loro attività » e sollecita risposte concrete «per contrastare la stretta creditizia, velocizzare il pagamento dei crediti nei confronti delle pubbliche amministrazioni e ridurre la pressione fiscale». 
Infine Equitalia, che in una nota esprime rammarico per la morte dell’imprenditore di Pozzuoli Pietro Paganelli (l’uomo si è sparato un colpo di pistola alla testa dopo aver ricevuto le cartelle esattoriali») respingendo però ogni responsabilità  sull’accaduto: «Abbiamo agito correttamente senza errori né duplicazioni di richieste di pagamento, come erroneamente affermato da più parti».


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