Lo scatto finale di Hollande. Da «Bella ciao» all’Eliseo

Fra riti scaramantici e cautele dell’ultim’ora, i socialisti sono ormai convinti che domenica sera vedranno il loro leader Franà§ois Hollande raggiungere la presidenza, riportando il Ps all’Eliseo per la prima volta dal 1995. Lo dicono i sondaggi che danno lo sfidante socialista circa al 53% dei voti contro il 47% del conservatore Nicolas Sarkozy. Lo dicono gli analisti politici, soprattutto dopo che il centrista Francois Bayrou giovedì ha dichiarato che voterà  Hollande, perchè la campagna di Sarkozy volta a catturare i voti dell’estrema destra «non rispecchia i valori dei moderati e della Francia repubblicana». E lo dice in qualche modo anche lo stesso Sarkozy, che nell’ultimo giorno di campagna elettorale ha tentato di radunare e spronare i suoi seguaci. «Vedrete una grande sorpresa», ha detto il presidente-candidato alla radio Europe 1. E poi, in un comizio a Sables d’Olonnes (ovest della Francia), ha tenuto un discorso vibrante contro la sinistra chiamando a un soprassalto d’orgoglio la «maggioranza silenziosa»: gli astensionisti e gli elettori della destra del Front National. «Vorrei convincervi di una cosa: ogni voto conterà », ha proclamato Sarkò. «Domenica, non immaginate neanche fino a che punto tutto sarà  sul filo del rasoio». Ma salvo colpi di scena, Hollande sembra inattaccabile, come Sarkozy pare destinato ad allungare la lista delle vittime politiche della crisi in Europa.
QUESTIONE DI IDENTITà€
Che il clima in casa socialista sia molto entusiasta si è capito anche all’ultimo comizio di Hollande a Tolosa, giovedì sera, con l’orchestra che intonava addirittura Bella ciao, a dimostrazione di un orgoglio di appartenenza che altrove, di questi tempi, pare smarrito. E poi emergono i primi fuorionda dal campo socialista «se Franà§ois sarà  eletto presidente», come si dice a Rue Solferi-
no. Per esempio, si fa intendere che potrebbe insediarsi all’Eliseo già  prima del 15 maggio e fissare a stretto giro un incontro con Angela Merkel nella prospettiva di un vertice informale europeo a fine maggio o inizio giugno. È la previsione affidata da fonti diplomatiche e membri del suo staff alla France Presse. Hollande ha dichiarato a più riprese di voler dedicare la sua prima missione estera al cancelliere tedesco.
Secondo una fonte diplomatica, il passaggio di consegne fra Nicolas Sarkozy e Hollande potrebbe tuttavia essere anticipato a venerdì 11. In tal caso, il neo-presidente andrebbe a Berlino già  l’11 stesso o durante il fine settimana del 12-13 maggio. «Non è stato ancora deciso nulla. Non abbiamo preso alcun contatto. Siamo molto flessibili. Siamo concentrati sul 6 maggio. Di quello si parlerà  al più presto nel periodo che va dal 12 al 16 maggio», ossia con la fine ufficiale del mandato di Sarkozy, hanno aggiunto dall’entourage del candidato socialista.
Per il resto, gli occhi sono puntati agli elettori che al primo turno hanno votato Le Pen e per Bayrou, essendo certi i voti della sinistra per Hollande. Il presidente uscente sta cercando conforto nell’appello in extremis di un gruppo di artisti e intellettuali, tra cui Depardieu, Aznavour, Claude Lelouch. Ma sarà  una lunga notte, quella di domenica, per Sarkozy.


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