Riprende la fuga dall’Europa Borse giù e spread alle stelle

A Milano – una delle piazze peggiori del Continente – il sentiment negativo è stato aggravato dalla perquisizione della Guardia di Finanza nella sede di Montepaschi e dai pessimi risultati economici della galassia Mediaset, che ha aperto perdendo addirittura quasi il 10%. A guidare la fuga soprattutto l’insolubilità  della crisi greca, ma non sono mancate altre pessime notizie. La Royal Bank of Scotland ha pubblicato un suo report secondo cui le banche spagnole avrebbero bisogno di 68 miliardi di capitale fresco, visto che sono esposte per 323 miliardi nel settore immobiliare in piena crisi. Il governo di destra avrebbe preparato un piano di salvataggio, accompagnato da una richiesta di aumentare le riserve poste a garanzia. Secondo il Financial Times Rajoy metterebbe sul piatto 30 miliardi.
Ma secondo il giornale spagnolo Abc, vicino all’esecutivo, nelle prossime ore ore potrebbe essere rivelata la conversione in capitale dei 4,465 miliardi prestati a sette casse di risparmio del gruppo Bfa. Di fatto sarebbe una parziale nazionalizzazione di Bankia. L’indice delle banche europee ha perso il 5% ed è precipitato ai minimi dal maggio 1988 trascinato dagli istituti spagnoli (Bankia -5,84%) e italiani. In pratica, la «pressione» dei mercati ha ripreso di mira proprio la Spagna, considerata – tra i grandi paesi dell’eurozona – quello meno robusto.
La caduta del settore bancario pone problemi enormi anche all’economia reale, che trova un blocco del credito sempre più evidente. A risentirne, oltre che le famiglie, anche le imprese. Un riflesso indiretto viene dal mercato dell’auto, per esempio, che non dà  segni di vita nemmeno nell’usato. Nei primi 5 mesi le valutazioni delle auto usate sono scese del 6,34%. Le più colpite «sono le auto di grossa cilindrata o molto potenti, bocciate dalle nuove normative come superbollo e Ipt, oltre che dai controlli fiscali e dal terrorismo psicologico, tanto da essere ormai etichettate dagli operatori come ‘invendibili’».
Inevitabile, in un contesto così agitato, che lo spread tra tutti i titoli di stato europei e i corrispettivi tedeschi riprendesse a salire. I Btp decennali italiani sono tornato a 408 punti secondo la «piattaforma Bloomberg», mentre per quella Reuters è arrivato a 428. I titoli spagnoli hanno fatto molto peggio, arrivando 456 punti. Ma anche i francesi Oat sono saliti molto, per le loro abitudini, fino a superare i 123 punti.
Tutti i mercati azionari europei hanno chiuso in negativo: meno Francoforte, che ha guadagnato quasi mezzo punto. E nel pezzo di fianco c’è anche qualche spiegazione del perché.


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