Dal 2013 l’Imu andrà  ai Comuni

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ROMA — La cosa era nell’aria già  da diverse settimane, ma dopo l’incontro di ieri tra i sindaci e il presidente del Consiglio, Mario Monti, la prospettiva diventa molto più concreta: dal 2013 l’intero gettito dell’Imu, che oggi è in comproprietà  con lo Stato, arriverà  ai Comuni. E i sindaci, fin da ora, promettono una riduzione delle aliquote ed una maggior flessibilità  dell’imposta, che potrà  ad esempio essere parametrata ai redditi, o ai componenti del nucleo familiare.
Il governo stava studiando da tempo la revisione dell’Imu «sperimentale», anche viste le grandi difficoltà  dei contribuenti per pagare una tassa oggettivamente complicata, con due diversi destinatari dei versamenti. E l’ipotesi sulla quale stanno lavorando il ministero dell’Economia e la Commissione sul Federalismo Fiscale presieduta da Luca Antonini, era proprio quella di attribuire tutto il gettito della tassa (quest’anno 21,3 miliardi di euro, dei quali 9 andranno all’erario dello Stato, il resto ai municipi) ai Comuni. Ovviamente compensandolo con una minor compartecipazione dei Comuni ad altri tributi nazionali, come l’Irpef o l’Iva. 
L’Imu resterà , perché dovrà  finanziare le funzioni fondamentali dei Comuni e sarà  una tassa veramente federalista, come era stata intesa nella sua prima versione, poi adattata dal governo Monti anche per fronteggiare le esigenze del bilancio pubblico. 
«Il governo — ha spiegato il presidente dell’Associazione dei Comuni, Graziano Delrio — ha preso un impegno preciso sul trasferimento dell’Imu ai Comuni. Dovremmo ragionare dopo la prima rata su come questo avverrà  tecnicamente, ma dal 2013 in poi finalmente i Comuni potranno disporre del pilastro sul quale realizzare la propria, completa, autonomia finanziaria. Lo avevamo sempre chiesto, e l’attribuzione dell’intero gettito Imu ci permetterà  di modulare le tasse sulla base dei servizi che vengono erogati ai cittadini. Certamente — ha aggiunto — i comuni cercheranno di mantenere le aliquote moderate». 
«Questa soluzione è importante nella misura in cui consente nel 2013 di ridurre le aliquote. Nel momento in cui l’Imu non sarà  più per metà  statale e per metà  comunale saremo in grado di costruire un sistema più flessibile e leggero, e anche una riduzione delle aliquote» dice il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. 
La partita tra il governo ed i Comuni non è comunque finita qui. In ballo c’è la richiesta di alleggerire il Patto di stabilità , il problema della riscossione, e soprattutto il taglio alla spesa. I costi standard sulle prime funzioni fondamentali dei municipi, amministrazione generale e polizia locale, sono quasi pronti. Si tratta di capire come integrarli nel processo della spending review, che sta avanzando. Oggi a Palazzo Chigi si riunisce di nuovo il comitato dei ministri guidato da Monti. E qualche decisione almeno sui tagli ai ministeri potrebbe arrivare in settimana. Probabilmente insieme al decreto sviluppo, sul quale sta lavorando il ministro Corrado Passera.


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Se qualcuno si era illuso che l’accordo trovato in extremis a Bruxelles giovedì scorso ci avrebbe posto fuori pericolo, ieri avrà  avuto modo di ricredersi. C’è stato un nuovo pesante allargamento dello spread fra i nostri titoli di Stato e quelli tedeschi, tornato vicino ai 300 punti base. Ai tassi di interesse e di crescita attuali, sono livelli destinati, nell’arco di due anni, a diventare insostenibili. Se dovessero protrarsi nei prossimi dieci mesi, farebbero aumentare di circa un punto e mezzo di Pil la spesa per il servizio del debito.

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