Rapporto sui diritti globali 2012

La crisi e le sue conseguenze saranno senza dubbio uno dei fattori “pesanti” nella ridefinizione dei rapporti di forza a livello mondiale. E una redistribuzione del potere nel medio e nel lungo termine caratterizzerà  le dinamiche geopolitiche. Si parla molto di crisi nelle 1.300 pagine del Rapporto sui diritti globali, pubblicato dall’Associazione Società  Informazione e promosso tra gli altri dalla CGIL, quest’anno intitolato “La Grecia è vicina”. Il modello basato sull’indebitamento per mantenere alti i livelli di consumo e di benessere ormai è giudicato non più sostenibile, si legge nel volume che individua nella crisi, (quella europea, in modo particolare) l’evento che assieme alle Primavere arabe ha caratterizzato il 2011.

A. P. Lettera 22 Sergio Segio • 28/6/2012 • Rapporto 2012, Recensioni 2012 • 1579 Viste

L’anno passato, continua, è stato quello delle guerre che non finiscono mai. Certo il 18 dicembre 2011, le ultime truppe statunitensi di stanza in Iraq hanno lasciato il Paese, ma se si scorrono i numeri delle spese militari nel 2011 si scopre che gli Usa hanno stanziato circa 687 miliardi di dollari, la Francia 61 miliardi, la Gran Bretagna 57 miliardi, la Libia, dopo sette mesi di conflitto, 1,1 miliardi. 

A preoccupare gli autori, mentre si attende l’evolversi della situazione siriana e iraniana, sono anche le parole del presidente statunitense Barack Obama, che quest’autunno cercherà  la rielezione, e che ha annunciato di voler rafforzare la presenza Usa nel Pacifico, aprendo quindi la competizione con la Cina sulla regione. 

Il 2011 è però anche l’anno in cui l’America Latina ha acquistato ulteriore importanza e influenza sullo scacchiere mondiale. Secondo la Banca mondiale nel 2012 l’economia della regione crescerà  del 3,6 per cento contro il 4,1 dell’anno passato. In particolare, si legge nel rapporto, il Brasile, considerato uno dei motori della crescita globale per i prossimi anni, farà  registrare un più3,4 per cento; il Messico crescerà  del 3,2, l’Argentina del3,7. Infine l’Asia, continente che secondo molti analisti giocherà  un ruolo di primo piano trainato soprattutto dalle nuove generazioni, con oltre 940 milioni di cittadini tra i 10 e i 24 anni.

Articoli correlati

5 per mille

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »

Pin It on Pinterest

Share This