La crisi spezza le ali all’Europa «low cost» di Ryanair

PARIGI — La compagnia low cost Ryanair aumenta i suoi voli verso la Polonia, e taglia quelli verso Spagna e Grecia. Tra i molti possibili indicatori della crisi europea c’è anche questo, le distanze che tornano ad allungarsi tra i Paesi del Mediterraneo e milioni di turisti e espatriati del Nord Europa. 
Il capo di Ryanair, Michael O’Leary, ha annunciato a Madrid la soppressione — a partire da novembre — di 11 rotte in partenza dalla capitale spagnola e 4 dallo scalo El Prat di Barcellona, dopo che il governo ha raddoppiato le tasse aereoportuali. «Siamo costretti a tagliare voli che porteranno alla perdita di 2 milioni e 300 mila passeggeri e di oltre duemila posti di lavoro a Madrid e Barcellona — ha detto O’Leary —. Concentreremo le nostre energie in altri aereoporti europei, dove continuiamo a crescere». Tra le città  che non saranno più collegate da Ryanair con la Spagna ci sono Verona e Trieste, e poi Manchester, Francoforte, Leeds, mentre quelle che vedranno ridursi il numero di voli sono Milano, Venezia, Parigi, Bruxelles e molte altre. Da ottobre la compagnia irlandese cancellerà  anche 82 voli per Rodi e Kos, anche qui per il mancato accordo con le autorità  locali a proposito della tasse.
Ryanair non è nuova al braccio di ferro con i governi, perché i bassi costi di esercizio sono fondamentali per il suo modello di business. E va aggiunto che c’è anche l’abitudine di ripetuti annunci choc e totalmente campati per aria — dai posti in piedi all’eliminazione delle toilette in aereo — che servono a farsi pubblicità  inculcando nel pubblico l’ossessione per il taglio dei costi (e quindi dei prezzi per i viaggiatori). 
È un fatto però che i governi spagnolo e greco non possono più permettersi gli incentivi e le agevolazioni a lungo concessi alle compagnie low-cost. Rischia quindi di entrare in crisi un sistema che nel corso degli anni ha contribuito a cambiare il volto dell’Europa, nel bene e nel male: regioni del Sud fino a pochi anni fa relativamente sconosciute sono diventate meta del turismo di massa, e di europei del Nord che hanno deciso di stabilirsi al sole. 
Un milione di britannici vivono almeno una parte dell’anno in Spagna, in particolare nella regione di Alicante, e il Sud-Ovest della Francia, dopo l’inaugurazione delle linee low cost, è diventato così frequentato dagli inglesi che la Dordogna viene chiamata Dordogneshire (il Chianti ha fatto scuola). La trasmissione tv «A Place in the Sun», su Channel Four, ha per anni alimentato il sogno britannico di una casa sulle coste del Mediterraneo a portata di poche sterline. Il posto al sole ora sembra più difficile da raggiungere.


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