«Allarghiamo i diritti, le nozze non c’entrano»

by Editore | 22 Luglio 2012 15:52

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MILANO — «È una questione di allargamento dei diritti civili. È ineludibile. E i matrimoni che qualcuno tira in ballo non c’entrano niente. Figuriamoci la poligamia». 
Bruno Tabacci, parlamentare cattolico e assessore della giunta Pisapia, la Curia attacca il registro delle unioni civili. Dice che è inefficace.
«La giunta la pensa diversamente. Il registro rilascerà  un certificato che avrà  effetti pratici. In questo sono solidale con il sindaco».
Ma serve davvero? Non rischia, come sostengono alcuni, di creare confusione tra famiglie e coppie di fatto?
«Ripeto: è una questione di allargamento dei diritti civili. Far finta di niente sarebbe sbagliato. Certo, bisogna fare tutto nell’ambito dei limiti fissati dalla Costituzione, che definisce cos’è la famiglia. Ma la delibera assolutamente non mette confusione e non intacca la famiglia. Il documento è tutto all’interno del piano amministrativo: stiamo parlando di un patto di solidarietà  civile. E non solo per le coppie dello stesso sesso».
In che modo il registro può aiutare l’amministrazione?
«È uno strumento che va oltre i dati del censimento. Restituisce una fotografia più realistica. Si pensi all’utilità  che può avere per l’indicatore economico. Inoltre ci permetterà  di capire con maggiore chiarezza se ci sono realtà  in sofferenza che bisogna aiutare».
Però il provvedimento ha scatenato polemiche.
«È la retorica che avvelena la discussione. Le strumentalizzazioni non servono. Bisogna mantenersi sui binari della realtà . Non nego poi che ci sia qualcuno che voglia strumentalizzare in modo politico il provvedimento. Ma a me personalmente non interessa».
E quindi come si immagina i lavori in Consiglio comunale?
«Mi auguro che il dibattito sia civile. In questo senso, il fatto che le posizioni siano trasversali dimostra che la strada è quella giusta. È un argomento che va nettamente sopra gli attuali schieramenti politici».
L’ala cattolica del Pd è però in imbarazzo. In quattro si asterranno.
«Non saranno voti contrari. Hanno messo la riserva. Il registro fa parte del programma del sindaco».
Un parere sulla possibilità  di cerimonie per le coppie gay che si registreranno? E sull’adozione di bambini?
«Di certo sono idee che non si possono trarre da provvedimenti di questo tipo. Evitiamo “fughe in avanti”. Anzi, qualora dovessero esserci, chi le fa deve essere ripreso. Questi sono argomenti per cui lo strumento è la legge e le leggi si fanno in Parlamento».
Appunto, il Parlamento. A quando un intervento sulle coppie di fatto?
«Penso che il dibattito a livello nazionale stia maturando anche su questo e che se ne potrà  discutere presto. Ma con tutto l’equilibrio necessario. Senza la volontà  di offendere nessuno. Serve un approccio realistico e rispettoso. Non deve essere una crociata né laicista né confessionale. Allargare il campo dei diritti è importante, senza schematismo ideologico e senza voglia di colpire la sensibilità  religiosa».

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