«Scudo euro, niente solidarietà  senza controlli»

ROMA — C’è attesa per l’apertura, oggi, dei mercati. Soprattutto per verificare se gli investitori continueranno a snobbare, come hanno fatto venerdì, il downgrade dell’Italia da parte di Moody’s. L’opinione prevalente tra gli analisti è che lo spread tra i rendimenti dei Btp decennali e i Bund tedeschi di pari durata non tornerà  sotto pressione. Ma ad influenzare il comportamento dei trader nei prossimi giorni saranno le aspettative per gli esiti dell’Eurogruppo di fine settimana che dovrebbe dare finalmente sostanza all’accordo del Consiglio europeo del 29 giugno sugli aiuti alle banche spagnole — 30 miliardi subito fino ad un massimo di 100 in dieci anni — e sul meccanismo anti spread chiesto dall’Italia con Spagna e Francia. Sono, a riguardo, ancora da definire le tecnicalità  di funzionamento, visto che l’automaticità  dell’intervento non è passata, e soprattutto le eventuali condizioni per chi lo chiede, che i «falchi» dell’eurozona vorrebbero fossero severe. «Qualunque tentativo di dire siamo solidali ma senza controllare nulla, senza contropartita, non avrà  alcuna possibilità  con me o con la Germania», ha detto ieri la cancelliera tedesca Angela Merkel, in un’intervista televisiva, senza specificare a cosa si riferisse. L’avvertimento però appare chiaro e non è di buon auspicio per la rapida approvazione degli aiuti alla Spagna e dello scudo anti spread. Merkel ha comunque sottolineato che i leader europei sono «sulla buona strada» per superare la crisi. Non bisogna fare allarmismi è comunque il messaggio che arriva dal governo. E l’ex premier Silvio Berlusconi, in un’intervista alla Bild, ha detto che «noi ci auguriamo una Germania più europea e non un’Europa più tedesca».
In settimana, intanto, l’Italia dovrebbe completare alla Camera la ratifica del Fiscal Compact e dell’Esm, il nuovo fondo permanente salva Stati, che è un atto prioritario rispetto ad ogni iniziativa europea. La Germania invece attende ancora la corrispondente decisione della Corte costituzionale per la quale, ha detto ieri Merkel, «non c’è alcuna fretta».
Al Tesoro, che tornerà  ad affrontare il test del mercato con le aste di fine mese, la settimana inizierà  con l’aggiornamento dei conti sulla spesa per interessi nel terzo trimestre in cui sono riprese le tensioni sui mercati. Il differenziale con i rendimenti dei Bund tedeschi in giugno ha ripreso quota ed anche i tassi del collocamento di Bot e Btp, nel mese, sono aumentati. Non si sono raggiunti i livelli di novembre e dicembre 2011 ma si sono abbondantemente superati quelli di febbraio e marzo. Il risultato è che la spesa per interessi sarà  più bassa di quella preventivata nel dicembre dello scorso anno (94,2 miliardi) e più alta di quella prevista per l’anno in corso in aprile (80,7%): il maggior onere dovrebbe sfiorare i 10 miliardi.


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