Monti chiede la legge elettorale: i mercati sarebbero rassicurati

ROMA — Monti insiste: «Se — come Napolitano spesso sollecita a fare — i partiti riuscissero a trovare un accordo sulla legge elettorale, si darebbe il senso di un progresso realizzato. E anche i mercati e i cittadini, che sono più importanti dei mercati, sarebbero rassicurati». Parole contenute in un’intervista a Tgcom 24 e che fanno parte di una forte presenza di Monti sui mezzi di comunicazione: in questa fase vuole essere lui, direttamente, a interpretare la realtà .
I messaggi che Monti trasmette sono segnati da una fiducia di fondo: è stato fatto il possibile, ora le responsabilità  sono in Europa, il timone è saldo nelle mani del governo. L’umore del premier non è esattamente questo, le difficoltà  sul suo cammino sono più del previsto. E il terreno sul quale sui muove con minore sicurezza è proprio quello della sua maggioranza. I partiti, ritiene Monti, non sono riusciti da quando siamo al governo, a varare nessuna riforma. Hanno votato i nostri provvedimenti, certo, con responsabilità , ma non hanno guadagnato sul piano della credibilità . Nel tempo che rimane, Monti (con Napolitano) chiede almeno la nuova legge elettorale. Tra l’altro, se fosse approvata, darebbe la libertà  di fissare la data delle elezioni. Anche se non lo ammetterebbe in pubblico, resta a Monti il dubbio che il voto in autunno potrebbe essere meglio di una campagna elettorale lunga e potenzialmente dilaniante. «Sul futuro politico dell’Italia — ha detto nell’intervista citata — credo che siano i politici a poter dare rassicurazioni e credo che i mercati, se hanno considerato rigorose le politiche degli ultimi otto mesi, è perché il governo le ha condotte anche con il consenso del Parlamento, che è composto da politici. Spero che si vada avanti così, anche con l’avvicinarsi delle scadenze elettorali».
Quanto resterà  in carica Monti? «Il governo vuole essere sicuro di lasciare, quando sarà  completato il suo compito, un’Italia meno in emergenza e con i muscoli meglio allenati per una crescita economica, sociale, civile. L’obiettivo non è durare, ma mettere la società  italiana sulla strada della crescita. Mi piacerebbe essere ricordato come un buon allenatore dell’Italia».
Casini, che ha avuto un incontro con Monti ieri mattina (mercoledì a Palazzo Chigi c’erano stati Bersani e Alfano), l’ha trovato «tonico e alle prese con un’agenda “piena di cose”». Esclusa, come avviene da giorni, una nuova manovra economica, Monti entro agosto vuole trasformare in un provvedimento il «piano Giavazzi» sui tagli agli incentivi alle imprese. A fine settembre, con la delega fiscale (ancora da approvare) sono previsti tagli alle agevolazioni fiscali. In autunno verranno anche la terza fase della spending review sulla macchina statale e le privatizzazioni delle municipalizzate. Slitterà  più in avanti la revisione del finanziamento ai partiti (dossier Amato), che necessita di ulteriore lavoro. 
Sulla spending review Monti è deciso: «Gli enti locali alzano i toni, ma lo fanno perché per ogni persona e istituzione il cambiamento è difficile e faticoso». Ci sono molte lobby all’attacco dei tagli… «Di solito non prevalgono. Esempio: non è stato facile separare la produzione del gas dalla distribuzione, c’erano interessi forti, eppure il governo l’ha fatto». Infine, ancora un tentativo di rassicurazione: le tredicesime non saranno tagliate. «Abbiamo già  chiesto molti sacrifici agli italiani e bisogna evitare altri allarmismi ingiustificati».


Related Articles

Grillo: “Favia, apri la porta e va’ via” Ma il consigliere non molla

 “Lascio se lo chiedono i cittadini” Scontro nei 5Stelle.“Il problema di democrazia resta”   

I BENI CULTURALI SENZA UNA POLITICA

Finalmente rivelati i progetti del ministro Lorenzo Ornaghi. Rispondendo con solo nove mesi di ritardo a una lettera firmata da oltre cento direttori di musei, archivi, biblioteche che lamentavano lo stato deplorevole dei beni culturali e il nessun riconoscimento dei loro meriti e del loro lavoro, il ministro ha parlato chiaro (Corriere della sera, 8 dicembre): bando alle ciance, la vera priorità  del nostro tempo è «evitare a ogni costo il diffondersi della peste dell’invidia e delle gelosie sociali», che porterebbero a «un incattivimento della società  italiana più pericoloso dello spread, più nefasto di ogni immaginabile stallo dei partiti o del sistema rappresentativo- elettivo».

Tfr volontario in busta paga doppio stipendio a febbraio Ecco il piano del governo per convincere le imprese

L’operazione avrebbe un impatto neutro sulle aziende grazie all’intervento del credito delle banche Nelle casse dello Stato un introito tra 1,7 e 5,6 miliardi

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment