Unipol conquista Fonsai, fuori i Ligresti

MILANO â€” Dopo sei mesi di dura battaglia Unipol mette il cappello su Premafin e Fonsai. L’accordo era stato stipulato il 29 gennaio di quest’anno ma ci sono voluti mesi di passaggi assembleari, battaglie legali e via libera delle authority per arrivare alla giornata di ieri, quando la compagnia guidata da Carlo Cimbri e controllata dalle Coop ha eseguito l’aumento di capitale di Premafin a lei riservato versando 400 milioni. «Basta con i cavilli legali, finalmente si può lavorare per l’interesse industriale delle aziende – ha detto l’ad – c’è grandissimo interesse verso l’operazione di integrazione tra Unipol e Fonsai».
Per la verità , qualche cavillo legale resterà  per qualche settimana ancora a impensierire il futuro del nuovo gruppo. Il fatto di aver tirato dritto e non aver preso in considerazione le istanze del custode giudiziale del 20% di Premafin qualche conseguenza non si esclude possa averla. Alessandro Della Chà  ha infatti chiesto e ottenuto la convocazione di una assemblea affinché i soci possano valutare meglio la proposta dei fondi Sator e Palladio alternativa a Unipol ed eventualmente revocare quella del 12 giugno. Ma quando quell’assemblea si svolgerà , il 23 agosto, Unipol sarà  socio di maggioranza con l’81% e, anche se potrebbe non votare per conflitto di interessi, la revoca a prima vista pare impossibile da ottenere. E il cda Premafin si è cautelato indicando le ragioni per cui ritiene che l’offerta Unipol sia preferibile sotto diversi punti di vista. In ogni caso il custode potrebbe far partire azioni risarcitorie verso il consiglio per non aver valorizzato al meglio la partecipazione in Fonsai. Il presidente di Premafin, Giulia Ligresti, ha tentato fino all’ultimo di far slittare l’ingresso di Unipol in Premafin, mettendo ai voti una richiesta di proroga, ma alla fine ha dovuto cedere alla votazione del cda che ha assegnato le deleghe per l’esecuzione dell’aumento al direttore generale Andrea Novarese. Sia il custode, sia i curatori delle società  fallite Sinergia e Imco, sia i Ligresti, comunque, eserciteranno il diritto di recesso in sede di fusione e potrebbero a quel punto far scattare l’Opa, una fattispecie che per il momento la Consob non ha voluto prendere in considerazione.
Intanto, prosegue la caduta dei titoli in Borsa in seguito al lancio degli aumenti di capitale per un totale di 2,2 miliardi. Rispetto a venerdì scorso la perdita del titolo Fonsai ha raggiunto l’81,6% e quella di Unipol il 73,3%, andando a intaccare i portafogli dei piccoli azionisti che avevano investito risparmi nelle due compagnie e che ora si uniranno in matrimonio. Le banche invece
hanno salvaguardato i loro crediti senza perderci un euro e gli istituti esteri che partecipano al consorzio di garanzia si sono assicurati commissioni da capogiro, 13 milioni di euro su 123 milioni di garanzia prestata. La prospettiva è che i prezzi super scontati degli aumenti di capitale riescano ad attirare nuovi investitori. «à‰ ovvio – ha spiegato Cimbri che è un’operazione complessa
per gli stranieri, ma la consapevolezza che questo gruppo sotto il profilo industriale può dare più del valore che gli attribuisce la Borsa è condivisa».


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