Merkel non chiude la porta ad Atene

BERLINO — La mano sul cuore, il tono pacato, Antonis Samaras non ha chiesto «più aiuti e più soldi», ma solo che alla Grecia venga dato «più tempo per respirare». Angela Merkel ha messo bene in chiaro che tanto lei, quanto «tutto il suo governo», vogliono che Atene rimanga nell’euro, ha promesso che verranno evitati «giudizi prematuri» e non si è stancata di ripetere che la Germania si attende dalla grande malata d’Europa il rispetto di tutti gli impegni presi. 
La prima visita all’estero del premier greco dopo la tormentata nascita della sua coalizione è servita a chiarire ulteriormente le posizioni e a indicare che lo slogan «alle parole devono seguire i fatti», ribadito dalla Cancelliera, vale da entrambe le parti del tavolo. O forse, che sarebbe necessario dire meno parole. Non è un caso che Samaras abbia abbandonato per qualche istante il suo linguaggio da economista specializzatosi ad Harvard per lanciare un appello orgoglioso contro le esternazioni «tossiche» sul ritorno alla dracma, che rendono difficili le privatizzazioni e allontanano gli investimenti stranieri. «Questa cacofonia crea grandi problemi. Siamo un popolo fiero a cui non piace dipendere dal denaro degli altri», ha detto, rispondendo indirettamente a chi, come il quotidiano popolareBild, gli voleva far firmare un impegno, simile al menu di una taverna greca, per garantire la restituzione dei soldi ricevuti dai tedeschi. 
Sulla strada delle rassicurazioni, in realtà , il primo ministro greco si è spinto molto avanti, anche se il suo ottimismo dovrà  confrontarsi con una situazione indubbiamente difficile. In primo luogo, Samaras ritiene che il rapporto della Troika, dal quale dipendono tutte le prossime mosse europee per cercare di sconfiggere la crisi, «dirà  che i risultati si possono ottenere» perché le riforme «saranno portate a termine». Ma, più in generale, il messaggio è che il governo «sta riducendo due deficit, quello di bilancio e quello di credibilità  del Paese». Sono stati fatti sicuramente tanti errori nel passato «e nessuno è senza peccato», ma, per esempio, «l’evasione fiscale sarà  sconfitta».
E la Cancelliera? La sua insistenza nel precisare che niente può essere deciso prima delle valutazioni degli esperti di Ue, Bce e Fondo monetario internazionale serve come al solito a prendere tempo. Il problema di un possibile rinvio della scadenza del 2014 per il completamento delle riforme è stato sorvolato, ma si sa come la pensi su questo argomento, almeno per adesso, il governo tedesco. Lo spirito, però, è apparso costruttivo. Certo, per Angela Merkel in Grecia «resta ancora tanto da fare». A suo giudizio, e questo è un punto importante, spetta ora ai leader europei riconciliare «due realtà »: la sensazione dei greci di essere costretti a tagli dolorosi e l’impazienza di molti, soprattutto in Germania, che in oltre due anni non hanno visto concretizzarsi niente, nonostante i programmi, il sostegno, gli aiuti. 
Se questa conciliazione sia possibile lo diranno le prossime settimane. Dall’opposizione socialdemocratica è arrivata ieri sera una nota di ottimismo. Secondo il vice capogruppo Joachim Poss, la Cancelliera lavora dietro le quinte per salvare Atene ma «deve fare chiarezza tra i suoi». Certo, il tempo stringe. Al ministero delle Finanze, infatti, un gruppo di lavoro studia le possibili conseguenze di un’uscita della Grecia dall’euro. Una notizia, poi ridimensionata dai portavoce di Wolfgang Schà¤uble, che Samaras non avrà  letto con piacere nel suo breakfast all’Hotel Hilton della Gendarmenmarkt, scelto perché meno costoso dello storico Adlon, il quartier generale berlinese di tutte le delegazioni straniere. Domani, a Parigi da Hollande.


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