Studi medici sempre aperti tassa su bibite gasate e alcol

La fine della libera professione introamoenia negli studi privati, il taglio dal prontuario dei farmaci costosi per cui esistono prodotti equivalenti, i medici di famiglia 24 ore su 24, le tasse sulle bibite e fondi per la sanità  ricavati dalle multe per chi vende sigarette ai minori di 16 anni. Nel decreto “Sanità  e sviluppo” che andrà  in consiglio dei ministri venerdì c’è di tutto: misure che incidono sull’organizzazione del sistema sanitario e sull’attività  professionale dei dottori, che cambiano le procedure per la sperimentazioni dei farmaci e il sistema di nomina dei dirigenti. Addirittura viene riconosciuta una nuova malattia: la ludopatia. 
Il ministro Renato Balduzzi, dopo le disposizioni di spendig review sanitaria, condensa mesi di lavoro in un provvedimento di 27 articoli e oltre 40 pagine. Lo ha già  presentato alle Regioni, che su alcuni punti hanno avuto da ridire e che saranno consultate ancora una volta prima dell’approvazione. 
Il decreto è diviso in quattro parti. La prima riguarda l’organizzazione e contiene la norma sull’intramoenia, cioè la libera professione svolta in accordo con la propria Asl, che determina le tariffe e gestisce le prenotazioni. Fino ad oggi visite o interventi si potevano fare anche all’esterno, negli studi dei professionisti o comunque presso strutture private. Entro fine anno i medici dovranno lavorare in ambienti delle Asl o da queste comprati, affittati oppure convenzionati. Nel terzo caso dovranno appartenere ad un soggetto pubblico. I medici faranno una sorta di “telelavoro”, attraverso il loro computer comunicheranno l’attività  svolta all’azienda. In questa parte del decreto c’è il provvedimento che obbliga i medici di famiglia ad aderire a forme associative, anche con altri professionisti (pediatri, guardie mediche, infermieri). L’idea è quella di avere dei maxi studi aperti 24 ore al giorno. Poi arriva una novità . Per nominare i vertici Asl, come i direttori, e in generale i dirigenti, andranno stilate liste per titoli degli abilitati da cui le Regioni dovranno pescare. Le nomine dovranno essere trasparenti. Un’altra norma prevede un finanziamento per pagare i danni alle persone danneggiate da trasfusioni. 
La seconda parte del decretone contiene misure per la promozione di corretti stili di vita. Si prevede una revisione dei Lea, i livelli essenziali di assistenza, cioè le prestazioni che tutte le Regioni devono assicurare ai cittadini. E’ qui che si indica una nuova malattia, la ludopatia. Saranno create strutture per chi soffre di questi problemi e i beni di chi accetterà  di curarsi saranno impignorabili. Poi c’è la norma che prevede tasse per i produttori di bibite gassate e zuccherate e superalcolici, nel primo caso 7,16 euro e nel secondo 50 euro ogni 100 litri venduti. I circa 250 milioni di euro recuperati finanzieranno il fondo per le non autosufficienze. Finiranno al sistema sanitario anche le sanzioni per chi vende sigarette ai minori di 16 anni, che vanno da 250 a 2mila euro. 
Nella terza parte si affrontano questioni legate ai farmaci. Intanto verrà  sfrondato il prontuario farmaceutico. Saranno eliminati prodotti inutili o che comunque troppo cari rispetto a medicinali dall’identico principio attivo. Allo stesso tempo promuoverà  l’utilizzo di farmaci innovativi e si faciliterà  la distribuzione degli emoderivati. Riguardo alle sperimentazioni cliniche in questo settore, si trasferiranno tutte le competenze all’Aifa, cercando di rendere più omogeneo un percorso oggi rallentato da varie norme e soprattutto dal proliferare di comitati etici. Infine si semplificheranno le procedure per registrare i farmaci omeopatici. Nell’ultima parte del decreto si dispongono i tagli di alcuni enti sanitari, le cui funzioni saranno trasferite al ministero.


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