«Lista nera per i morosi», la rivolta dei consumatori

Critiche inascoltate anche su come funziona il teorico «mercato libero» dell’energia Quattro consecutivi aumenti delle bollette di luce e gas nel 2012, sempre giustificati dall’assai presunta escalation di quotazioni petrolifere che invece si alzano e si abbassano spinte solo dalla speculazione, non sembrano bastare all’Autorità  per l’energia elettrica e il gas. L’ultima proposta di quella che dovrebbe essere un’autorità  indipendente, con tra le altre la funzione di tutelare gli utenti finali, è quella di istituire un «registro dei morosi». Questo è quanto emerge da un documento già  approvato dalle due commissioni parlamentari competenti, di fronte al quale tutte le associazioni di tutela dei consumatori hanno reagito con una sola voce. Un fatto insolito, viste le abituali differenze di sensibilità  fra i vari enti. Ma più che giustificato dai potenziali effetti della lista nera. «Se questo sistema dovesse essere introdotto – scrivono in un comunicato unitario Assoutenti, Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Mdc, Movimento Consumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori e Unc – tutti i cittadini che per vari motivi non risultino aver pagato una bolletta rischiano di finire nella banca dati dei cattivi pagatori, con tutte le conseguenze del caso. Ad esempio l’impossibilità  di attivare nuove utenze o cambiare venditore. E lo stesso accadrebbe per le imprese».
Le associazioni hanno già  chiesto di essere ascoltate dalle commissioni parlamentari. Non soltanto per ricordare che la situazione economica di una parte sempre maggiore del paese sta creando difficoltà  nel regolare pagamento delle bollette. Anche per segnalare le loro, finora inascoltate, osservazioni critiche sul funzionamento del teorico «mercato» dell’energia: «Le vere necessità  nel settore sono quelle di porre un freno alle pratiche commerciali scorrette, alle fatturazioni sballate, a quelle emesse con dati di consumo solo stimati e non effettivi». Non certo il «registro dei morosi». Oppure l’altra proposta avanzata dall’Autorità  – e già  tentata da alcune utilities – di aumentare l’importo del deposito cauzionale di ogni utenza.
Più in generale, l’allarme delle associazioni parte da un dato di fatto: «I continui rincari non fanno altro che decurtare ulteriormente il potere di acquisto delle famiglie, continuando a infliggere pesanti danni all’intera economia». I numeri dicono che da domani la luce aumenterà  dell’1,4% e il gas dell’1,1%. Nel luglio scorso l’energia elettrica era aumentata dello 0,2%, mentre per il gas l’aumento era stato del 2,6%. Nei primi sei mesi dell’anno c’era stata invece un’autentica stangata: il primo gennaio le tariffe di luce e gas erano salite rispettivamente del 4,9% e del 2,7%; e dal primo di aprile per l’elettricità  l’aumento era stato del 5,8% e per il gas dell’1,8%. Di fronte a questa reale escalation, già  il 14 settembre scorso Federconsumatori e Adusbef denunciavano: «L’aumento del petrolio oltre i 100 dollari al barile fornirà  l’alibi perfetto per un’ulteriore crescita dei prezzi». Ma la richiesta di controlli sui flussi finanziari «per impedire che le risorse erogate dalle istituzioni come la Fed e la Bce siano impiegate in speculazioni finanziarie», è né più né meno che un’utopia rivoluzionaria. Intanto il petrolio venerdì sera non quotava oltre i 92 dollari al barile, dopo essere stato in settimana anche sotto quota 90. (r.c.)


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