Tra liberali e laburisti il 40% di indecisi

AMSTERDAM.  A due giorni dal voto, si inasprisce la campagna elettorale. E non mancano gli «incidenti».
Sabato pomeriggio due piccoli bi-motore per la pubblicità  elettorale si sono scontrati nei cieli sopra la costa olandese di Wassenaar. L’aereo noleggiato dal Partito Socialista per girare alcuni fotogrammi di un nuovo spot ha incrociato la rotta dell’altro velivolo, appartenente ai cristiano-democratici, danneggiando parzialmente un’ala e costringendolo a un atterraggio di fortuna sulla spiaggia sottostante. Nessun ferito, ma le autorità  dell’aviazione civile hanno aperto un’inchiesta per chiarire la dinamica del quasi-disastro. In un video girato dai passeggeri dell’aereo del Sp e diffuso ieri si vede in presa diretta il momento in cui le traiettorie dei due velivoli si incrociano, come se il pilota non si fosse accorto della presenza dell’altro apparecchio.
Avrà  sudato freddo Emile Roemer, leader del Socialistische partij (Sp), il quale sta cercando senza molto successo di recuperare il terreno perduto e accreditarsi come potenziale primo ministro. Lo scivolone aereo sembra non aver comunque avuto ripercussioni sulla campagna elettorale, già  accesa di suo, ma racconta simbolicamente di un Paese che sta progressivamente abbandonando la sua attitudine centrista e moderata a favore di uno stile politico più radicale. Su questo i sondaggi continuano a sfornare cifre contraddittorie. L’ultimo pubblicato dal quotidiano Volkskrant assegna 33 seggi su 150 ai laburisti e ai liberali, mentre l’Sp, a lungo favorito, perde terreno, scendendo a 23 seggi in queste legislative, le quinte in 10 anni a seguito delle successive dimissioni dei governi prima della scadenza naturale dei loro mandati.
Diederik Samsom, leader laburista del Partij van de Arbeid (PvdA), ha sfruttato i dibattiti televisivi delle scorse settimane per prendere quota e guadagnare consensi al suo partito. Ma l’incertezza, con oltre il 40% degli indecisi, la farà  da padrona fino a mercoledì. L’unico dato certo è che gli elettori laburisti delusi, che strategicamente avrebbero votato Sp, stanno ora tornando all’ovile, mentre la battaglia per la Tweede Kamer (il ramo basso del Parlamento olandese) si sta trasformando in uno scontro a due tra Samsom e il primo ministro dimissionario Mark Rutte, fanatico liberista e rigorista del Partito popolare per la Libertà  e la Democrazia (Volkspartij voor Vrijheid en Democratie, Vvd), che ha in animo, tra le altre cose, di smantellare ulteriormente lo stato sociale olandese sull’onda della crisi economica che ha colpito il Paese. Samsom ha dichiarato in un comizio che «il cambiamento è nell’aria e a portata di mano», ma non e ben chiara la portata di questo cambiamento. A giudicare dai programmi elettorali e dalle dichiarazioni dei laburisti, nessun vero cambiamento di prospettiva, ma qualche correzione di rotta per addolcire le indiscutibili ricette neoliberiste. Gli elettori olandesi di sinistra si ritrovano di fronte a un dilemma, dunque: sostenere strategicamente un partito di sinistra moderata per limitare i danni oppure sostenere welfare e coesione sociale scommettendo sui socialisti? A poche ore dal voto sembra vincente la prima scelta.


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