Fiat: “19 dipendenti in mobilità  per far posto ai reintegri della Fiom”

MILANO – La Fiat metterà  in mobilità  nella fabbrica di Pomigliano 19 lavoratori per poter rispettare l’ordinanza della Corte d’Appello di Roma che la obbliga ad assumere i 19 dipendenti di Fiat Group Automobiles iscritti alla Fiom che hanno presentato ricorso per discriminazione.

Un’iniziativa clamorosa a cui ha risposto con durezza il sindacato per bocca del segretario nazionale Giorgio Airaudo, secondo il quale “si tratta di una procedura chiaramente ritorsiva, chiaramente antisindacale e chiaramente illegittima perché i motivi addotti dalla Fiat non giustificano nessun licenziamento, anche in considerazione del fatto che l’azienda ha firmato un accordo nel quale assumeva l’impegno a riassumere tutti i lavoratori del Giambattista Vico in Fabbrica Italia a Pomigliano”. Duro anche Stefano Fassina, responsabile Economia e lavoro del Pd che definisce la decisione del Lingotto “una ritorsione inaccettabile”. Il segretario della Cisl Raffaele Bonanni parla invece di “gioco al massacro” condotto dalla Fiom.

L’azienda afferma invece “di avere da tempo sottolineato che la sua attuale struttura è sovradimensionata rispetto alla domanda del mercato italiano ed europeo da mesi in forte flessione. L’impegno dell’azienda è quello di individuare la soluzione che consenta di eseguire l’ordinanza creando il minor disagio possibile a tutti quei dipendenti che hanno condiviso il progetto e, con grande entusiasmo e spirito di collaborazione, sono stati protagonisti del lancio della nuova panda”.

Parole che non trovano favore tra coloro che beneficeranno della sentenza. “E’ proprio una vergogna – spiega Mario Di Costanzo, iscritto Fiom che dovrebbe essere assunto entro il 28 novembre – Marchionne non perde occasione per cercare di dividere i lavoratori. Adesso dichiara anche guerra alla magistratura per far pesare sui giudici la situazione che si sta creando. Con questo atteggiamento però – ha proseguito Di Costanzo – l’ad non sta facendo altro che fare luce sul suo reale progetto per Pomigliano: se l’assunzione di 19 persone per lui è un problema, figuriamoci cosa sarà  l’assunzione degli oltre 2000 in cassa integrazione”.

Tra l’altro potrebbero non esserci in requisiti per la mobilità  dei 19 lavoratori di Pomigliano. La legge prevede che per ottenere l’indennità  si sia in possesso di almeno 12 mesi di anzianità  aziendale di cui almeno sei effettivamente lavorati. Nella newco di Pomigliano, spiega il segretario nazionale Uilm, Giovanni Sgambati le prime assunzioni sono state effettuate a novembre 2011.


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