LA LIBRERIA GRATUITA PER BATTERE LA CRISI

È un negozio piccolo e accogliente. Le pareti sono ricoperte di libri. Volumi scolastici, testi di filosofia, matematica, arte, romanzi e poesia. Sui tavoli caraffe di caffè, tartine e pasticcini. I clienti, anche se chiamarli così è un controsenso, discutono animatamente di letteratura e crisi economica. Scelgono i libri esposti, li infilano nello zaino e se ne tornano a casa. Non ci sono allarmi e sorveglianti perché in questa libreria di Madrid tutto è gratis. L’unica regola è rispettare la libertà  del libro: non si vende e non si compra.
Il negozio che sovverte le regole del commercio si chiama “Libros Libres” ed è stato aperto nel quartiere di Chamberà­ dal Grupo 2013, una associazione che lavora con i bambini che hanno difficoltà  scolastiche o vivono situazioni di marginalità  sociale. I volontari sono abituati a pensare che la cultura sia un diritto e che come tale non debba avere prezzo. I libri sono donati da case editrici, famiglie, istituzioni, studenti. Chi frequenta il negozio, se ha le possibilità  economiche, è invitato a sottoscrivere una tessera annua, costo 12 euro. Un caffè al mese in cambio di tutti i libri che desidera. E anche film, visto che c’è una sala dedicata ai dvd. Alejando de Leà³n, uno dei promotori, spiega che questa non è una regola: chi non ha un euro non mette un euro. Entra, sceglie e porta a casa gratuitamente perché l’economia è sovvertita. Quello che interessa a lui e agli altri volontari è solo raggiungere l’equilibrio economico, garantito in un anno da 365 sottoscrizioni. Per ora, ma sono aperti da meno di due settimane, hanno 120 soci. Qualcuno ha versato cento euro, altri hanno deciso di collaborare portando torte, tartine e bevande.
Il quotidiano El Pais dopo avere visitato la libreria gratuita si è detto colpito dalla qualità  dell’offerta: nulla a che vedere con “il solito cimitero di libri senza interesse”, abbandonati a prendere polvere sugli scaffali del “bookcrossing” o dei centri sociali. Chi frequenta “Libros Libres” sembra che porti con sé e lasci nelle mani dei clienti solo volumi interessanti e in buono stato. Un po’ come succede dall’altra parte dell’Oceano, alla “The Book Thing of Baltimore”, una grande libreria gratuita, forse la prima e più famosa del mondo nata dalla fantasia di un uomo che iniziò con il raccogliere i libri che considerava buoni e a venderli per circa mezzo dollaro. Li teneva nel suo garage fino a quando erano così tanti che dovette cominciare a distribuirli gratuitamente. L’interesse cresceva, la curiosità  anche e ora, da questo negozio che non vende nulla, entrano e escono migliaia di libri ogni settimana.
La speranza del Grupo 2013 è che anche a Madrid ci sia lo stesso terreno fertile di Baltimora: se funziona negli Stati Uniti perché non dovrebbe prendere piede nella Spagna colpita dalla crisi? «La nostra non è concorrenza — hanno spiegato i volontari a El Pais— . La cultura crea più cultura, si alimenta l’abitudine alla lettura ». Purché ci sia qualcuno disposto a liberare un libro che ha amato e qualcuno interessato a raccoglierlo.


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