Arriva un decreto sull’ILVA

Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge sull’ILVA, il grande stabilimento siderurgico di Taranto al centro di un’inchiesta per disastro ambientale e altri reati oggetto nei giorni scorsi di un provvedimento di sequestro da parte della magistratura che ne ha fermato la produzione, costringendo gli oltre 5000 lavoratori a restare fuori dalla fabbrica. In attesa di diffondere il testo del decreto legge, il governo ha diffuso un comunicato secondo cui le nuove norme permettono alla produzione di ripartire nell’ambito di un percorso concordato di risanamento attraverso investimenti da parte dell’azienda, con controlli periodici e supervisione affidata a un organismo indipendente. Di seguito il testo del comunicato.

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Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge per il risanamento ambientale e la continuità  produttiva dell’ILVA di Taranto, che recepisce le indicazioni emerse nel corso dell’incontro tra Governo, parti sociali, amministratori locali e vertici aziendali del 29 novembre 2012 (cfr. comunicato stampa “ILVA: incontro Governo, parti sociali e amministrazioni locali” del 29 novembre 2012).

Il decreto consente un cambio di passo importante verso la soluzione delle problematiche ambientali, il rispetto del diritto alla salute dei lavoratori e delle comunità  locali interessate, e la tutela dell’occupazione. In questo modo vengono inoltre perseguite in maniera inderogabile le finalità  espresse dai provvedimenti assunti dall’autorità  giudiziaria.

Il decreto è il risultato di un approfondito processo di consultazione e confronto tra il Governo, le amministrazioni e i soggetti privati coinvolti. Un percorso iniziato a luglio, con la firma di un protocollo di intesa e lo stanziamento di 336 milioni di euro, proseguito ad agosto con un vertice nella città  di Taranto, che ha portato il Consiglio dei Ministri il 5 settembre a concordare un percorso definito con le amministrazioni territoriali di mantenimento della produzione, rispetto dell’ambiente e della salute.

Il rilascio a ottobre da parte del Ministero dell’Ambiente dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) ha anticipato gli obiettivi fissati dall’Unione europea in materia di BAT – best available technologies (tecnologie più efficienti per raggiungere obiettivi di compatibilità  ambientale della produzione) di circa 4 anni. Con il provvedimento odierno all’AIA è stato conferito lo status di legge, che obbliga l’azienda al rispetto inderogabile delle procedure e dei tempi del risanamento. Qualora non venga rispettato il piano di investimenti necessari alle operazioni di risanamento, il decreto introduce un meccanismo sanzionatorio che si aggiunge al sistema di controllo già  previsto dall’AIA.

Il decreto di oggi mira a garantire la continuità  produttiva e la salvaguardia dell’occupazione presso lo stabilimento di Taranto, nel pieno rispetto delle fondamentali esigenze di tutela della salute e dell’ambiente, imponendo lo scrupoloso rispetto di tutte le prescrizioni adottate dalle autorità  amministrative competenti. Si stabilisce che la società  ILVA abbia la gestione e la responsabilità  della conduzione degli impianti e che sia autorizzata a proseguire la produzione e la vendita per tutto il periodo di validità  dell’AIA. L’ILVA è tenuta a rispettare pienamente le prescrizioni dell’autorizzazione ambientale. I provvedimenti di sequestro e confisca dell’autorità  giudiziaria non impediscono all’azienda di procedere agli adempimenti ambientali e alla produzione e vendita secondo i termini dell’autorizzazione.

Si prevede poi che la società  mantenga la gestione e la responsabilità  della conduzione degli impianti dello stabilimento di Taranto, anche ai fini dell’osservanza di ogni obbligo di tutela sanitaria e ambientale.

Il decreto introduce la figura del Garante della vigilanza sull’attuazione degli adempimenti ambientali e di tutte le altre disposizioni del decreto, che sarà  nominato con un successivo provvedimento. Il Garante acquisirà  dall’azienda, dalle amministrazioni e dagli enti interessati le informazioni e gli atti ritenuti necessari, segnalando al Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Ambiente le eventuali criticità  riscontrate nell’attuazione del risanamento e dell’Aia e potrà  proporre le misure idonee, tra le quali anche provvedimenti di amministrazione straordinaria.

Ogni sei mesi il Ministro dell’Ambiente riferirà  alle Camere lo stato di attuazione dell’Aia e del piano di ambientalizzazione.


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