«La Speranza, quella cosa testarda»
![]()
Questa sera, più di duecento anni dal giorno in cui un’antica colonia si conquistò il diritto a scegliere il proprio destino, tutti insieme facciamo un passo avanti verso la realizzazione della nostra unione. È un passo avanti fatto grazie a voi, perché voi avete riaffermato quello spirito che ha saputo trionfare sulla guerra e sulla recessione, che ha risollevato il Paese dagli abissi della disperazione per riportarlo alle vette della speranza, quella fede che pur consentendo a ciascuno di noi di seguire il suo sogno individuale, fa di noi tutti l’unica, grande famiglia dell’America: risorgeremo o precipiteremo tutti insieme, come un’unica nazione e un unico popolo. Questa sera, in queste elezioni, voi tutti, il popolo americano, ci avete ricordato che sebbene la nostra strada sia stata ardua, e il nostro viaggio lungo e faticoso, noi siamo riusciti a rimetterci in piedi, abbiamo combattuto per riguadagnare le posizioni perdute e sappiamo, in fondo al cuore, che per gli Stati Uniti d’America il meglio deve ancora venire.
(…) Ho appena parlato con il governatore Romney per congratularmi con lui e con Paul Ryan per una campagna elettorale aspra e combattuta. La lotta è stata serrata, ma solo perché entrambi amiamo profondamente questo Paese e il suo destino ci sta fortemente a cuore. (…) Nel corso della prossima settimana, incontrerò il governatore Romney per delineare un programma di lavoro comune per il bene del Paese.
Vorrei ringraziare il mio amico e compagno di lavoro degli ultimi quattro anni, il miglior vicepresidente che si possa immaginare, il guerriero sorridente dell’America, Joe Biden. E non sarei l’uomo che sono oggi senza la donna che mi disse di sì vent’anni fa. Vorrei dire una cosa davanti a tutti: Michelle, non ti ho mai amata quanto oggi. È con immenso orgoglio che ho visto fino a che punto l’America si è innamorata di te, la first lady della nazione. Sasha e Malia, vi vediamo crescere sotto i nostri occhi e state diventando due ragazze forti, intelligenti e belle, come vostra madre. (…) Ringrazio la mia squadra elettorale e tutti i volontari che vi hanno partecipato, siete i migliori nella storia della politica. Alcuni di voi erano alla prima esperienza, altri invece sono stati al mio fianco sin dall’inizio. Ma anche voi siete la mia famiglia. . Non importa ciò che farete in seguito o dove andrete, voi tutti conserverete il ricordo della storia che abbiamo scritto insieme. (…) Come è successo per oltre due secoli, il progresso avanza a scatti. Non sempre si tratta di un incedere lineare, né di un sentiero sgombro e agevole. E non basterà ammettere di avere sogni e speranze in comune per vederci spianare ogni difficoltà e risolvere i nostri problemi. Occorre ricominciare il cammino da questo legame comune. La nostra economia è in ripresa. Un decennio di guerra volge al termine. Una lunga campagna elettorale è giunta alla fine. E che voi abbiate o meno votato per me, vi ho ascoltato. Ho imparato dalle vostre esperienze e siete voi che avete fatto di me un presidente migliore. E ricco delle vostre storie e delle vostre battaglie, torno alla Casa Bianca ancor più deciso e ispirato di prima sul lavoro da svolgere e sul futuro che ci aspetta. Questa sera avete scelto l’azione, non la solita politica. Mi avete dato il vostro voto per concentrami sulla vostra occupazione, non sulla mia. E nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, lavorerò assieme ai rappresentanti di entrambi i partiti per confrontarci con i problemi che possiamo risolvere insieme, la riduzione del deficit, la riforma del fisco, nuove leggi per l’immigrazione e la fine della dipendenza dal petrolio estero. Come vedete, le sfide non mancano. Ma non significa che il vostro impegno finisce qui.Il ruolo del cittadino nella nostra democrazia non si esaurisce con il voto. Il senso dell’America non sta in quello che altri possono fare per noi, ma in ciò che possiamo fare noi insieme, con il lavoro duro e ingrato, ma necessario, dell’autogoverno. Su questo principio è stata fondata l’America.
Questo Paese ha più ricchezze di qualunque altra nazione al mondo, ma non sono queste ad arricchirci. Abbiamo l’esercito più potente della storia, ma non è questo a renderci forti. Le nostre università , la nostra cultura sono l’invidia del mondo intero, ma non è questo che attira il mondo sulle nostre sponde. Ciò che rende eccezionale l’America è il legame che tiene insieme la nazione più variegata della terra, la convinzione che il nostro è un destino condiviso, e che questo Paese funziona solo quando accettiamo gli obblighi gli uni verso gli altri e verso le future generazioni, in modo che la libertà per la quale tanti americani hanno lottato e sacrificato la vita sia accompagnata non solo da diritti, ma anche da doveri e responsabilità , come l’amore, la solidarietà e il patriottismo. Anche per questo l’America è un grande Paese. Stasera mi sento pieno di speranza perché ho visto all’opera questo spirito in America. (…) L’ho visto nei soldati che tornano ad arruolarsi, anche dopo aver subito amputazioni, l’ho visto in quei Seals che si sono lanciati su per le scale nel buio e nel pericolo perché sapevano di avere le spalle coperte da un compagno. L’ho visto sulla costa del New Jersey e di New York, dove i rappresentanti di ogni partito e di ogni ramo del governo hanno saputo mettere da parte le loro differenze per aiutare la comunità a ricostruire sulle macerie dell’uragano. E l’ho visto a Mentor, in Ohio, dove un padre ha parlato della lunga battaglia della figlia di 8 anni contro la leucemia, che avrebbe ridotto sul lastrico la famiglia se non fosse stato per la riforma sanitaria, entrata in vigore pochi mesi prima di aver raggiunto il tetto fissato dalla loro compagnia di assicurazione… Ogni genitore aveva le lacrime agli occhi, perché quella bambina poteva essere nostra figlia (..). Malgrado tutte le difficoltà attraversate, malgrado tutte le frustrazioni di Washington, mi sento pieno di speranza per il nostro futuro, come mai prima d’ora. Pieno di speranza per l’America. E chiedo a tutti voi di sostenere e alimentare questa speranza. Non parlo di cieco ottimismo, di speranza inconsapevole dell’enormità del lavoro che ci aspetta e degli ostacoli che ci intralciano il cammino. Non parlo dell’idealismo dei sognatori, che preferiscono restare in disparte e rinunciare alla lotta. Io ho sempre creduto che la speranza sia quella cosa testarda dentro di noi che insiste, malgrado tutte le prove del contrario, che qualcosa di meglio ci aspetta, se avremo il coraggio di continuare a cercare, a lavorare, a lottare
(…)
America, io credo che saremo capaci di costruire sui progressi fatti finora e di continuare a lottare per nuovi posti di lavoro e nuove opportunità e nuovo sostegno alla classe media. Io credo che saremo in grado di mantenere la promessa che sta alla base del nostro paese, l’idea che se siamo pronti a impegnarci e a lavorare, non importa chi siamo o da dove veniamo o che faccia abbiamo o chi amiamo. Non importa se siamo neri, bianchi, ispanici, asiatici o nativi americani, giovani o vecchi, ricchi o poveri, abili o disabili, omosessuali o eterosessuali. Se ce la metterete tutta, qui in America potrete farcela…
Tutti insieme, con il vostro aiuto e la grazia di Dio, proseguiremo il nostro cammino in avanti per ricordare al mondo che viviamo nella più grande nazione della terra. Grazie, America! Che Dio vi benedica. Dio benedica gli Stati Uniti.
(Traduzione di Rita Baldassarre)
Related Articles
«A Ginevra l’Iran non rinuncerà al diritto all’arricchimento»
![]()
Alla vigilia della ripresa, ieri, a Ginevra, dei colloqui sul programma nucleare iraniano, la Guida suprema Ali Khamenei ha avvertito che Teheran non rinuncerà al suo diritto ad arricchire l’uranio, definendola «la linea rossa». Si tratta di una questione che ha finora ostacolato un’intesa su restrizioni al programma in cambio di un alleggerimento delle sanzioni.
La retorica del “noi contro loro” Mitt sposa il rancore dei ricchi
![]()
Così il candidato cavalca la polarizzazione economica e culturale
Il Parlamento europeo boccia la procedura d’urgenza sul Riarmo
![]()
ReArm EU. Ursula Von der Leyen ha voluto accelerare l’iter di approvazione, che dovrà passare soltanto al vaglio dei rappresentanti dei governi in sede di Consiglio Ue, ma non all’Eurocamera


