Renzi: “Ci sarà  la fila, ma andate a votare”

FIRENZE â€” Un quarto d’ora di coda per cambiare l’Italia. «L’attesa ai seggi sarà  un po’ lunga, lo sappiamo » dice Renzi chiudendo i tre giorni della convention fiorentina alla Leopolda dove si affaccia anche il ct della nazionale Cesare Prandelli. «Smettiamo di lamentarci per le regole: per uno di noi che si lagna ci sono cinque elettori che hanno paura di andare a votare. Spieghiamo invece che gli elenchi dei nomi non verranno resi pubblici e che serve solo un po’ di pazienza». E’ l’ultimo appello di chi sa che la partita delle primarie si gioca nell’ultima settimana e che tutti i sondaggi danno per ora Bersani avanti. Più gente andrà  ai seggi e più crescono le chance di Renzi, pensa il sindaco di Firenze. Mentre lui parla sul palco l’ex tesoriere dei Ds Ugo Sposetti gli fa i conti in tasca. «Quelli di Renzi parlano di volontari», sostiene, «ma raccontano balle. Cercheranno anche di dire che la Leopolda non rientra nei costi della campagna, invece è costata 350mila euro. E finora Renzi ha speso circa 2 milioni e 800 mila euro, quando il tetto è 200mila». Cifre «inverosimili », replica l’avvocato Alberto Bianchi, responsabile delle spese della campagna. «Il costo della Leopolda sarà  largamente inferiore a quello da lui ipotizzato, poco sopra ai 100 mila euro. Quanto al conto complessivo della campagna, assicuro che verranno rispettati tutti i vincoli previsti e che metteremo tutto on line».
La preoccupazione di Renzi non sta nei bilanci ma nella partecipazione. Il sindaco chiede a ciascuno dei suoi volontari di portare cinque persone a votare. «Il cambiamento non è mai stato così a portata di mano», grida tra gli applausi dei sostenitori, tra cui siedono Paolo Gentiloni e Enrico Morando. «Noi siamo la più straordinaria novità  che si muova nei confini della politica. Siamo il cambiamento che l’Italia sta aspettando, gli unici che non siano invischiati nelle gestioni fallimentari degli ultimi vent’anni ed è meglio perdere un quarto d’ora oggi piuttosto che cinque anni domani ». Anche Bersani spera in un’affluenza record: «Voglio una partecipazione altissima, non mettiamo dei sospetti. Facciamole perbene queste primarie. Non le facciamo per pettinare le bambole. Cerchiamo di usare argomenti amichevoli, non diamo l’impressione che in una partita così pulita ci sia qualcuno che voglia fare dei trucchi».
Per dare la spinta al popolo della Leopolda Renzi torna a vestire i panni del rottamatore e attacca di nuovo i parlamentari che non vogliono lasciare il posto. Rosy Bindi è avvertita: «Sono come bambini sulla giostra, un altro giro un’altra deroga. Ma noi sapremo dire i no che aiutano a crescere». La diretta interessata ribatte puntuale: «Sulle deroghe decide il partito, non certo Renzi». A Di Pietro che invita i suoi a non votarlo, il sindaco dice grazie: «E’ uno che aveva detto di fare il gruppo insieme al Pd e poi dopo 12 ore ne ha fatto uno per conto suo, ingannando gli elettori». Se Renzi vincerà  «il Pd non si farà  più ricattare dai partitini, che siano Mastella o Diliberto ». Ma non cercherà  neppure l’aggancio con l’Udc: «Perché dovrei fare un accordo con una forza moderata che mi prende i voti in conto terzi e non prenderli direttamente? ». Il gioco dei veti incrociati non diverte Nichi Vendola, che manda a dire: «Renzi trasforma le primarie in un gioco di società  e non mi siedo a questo tavolo. Stiamo sempre a parlare di noi stessi, non dei problemi del paese ».


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