Treno piomba su furgone, sei morti in Calabria

by Sergio Segio | 25 Novembre 2012 7:47

COSENZA â€” Mezzo furgone sotto il locomotore, sei corpi straziati. Tragico incidente ieri in Calabria: una vettura è stata travolta da un treno a Rossano ad un attraversamento privato. Il bilancio è di sei vittime, tre donne e tre uomini, tutti romeni. «Una scena raccapricciante », dicono i soccorritori. «Brandelli di corpi sparsi per decine di metri», racconta un vigile del fuoco. Il presidente Napolitano ha chiamato il prefetto di Cosenza, Raffaele Cannizzaro, per ricevere notizie, «ha espresso il suo cordoglio dicendosi profondamente colpito dalla tragedia». Il Pd ha chiesto al ministro Passera di riferire in Parlamento.
Una Fiat Multipla stritolata sotto il locomotore. L’incidente ferroviario è avvenuto in località  Rovanelli. Il treno è il regionale 3753 partito da Sibari e diretto a
Reggio Calabria. I viaggiatori stanno tutti bene, solo una decina, tra cui il macchinista, hanno riportato lievi contusioni. «Abbiamo sentito un botto», hanno raccontato. Poi qualcuno è sceso per prestare soccorsi. Ma non c’era nulla da fare per gli occupanti dell’autovettura. Pare si tratti di braccianti agricoli che rientravano dopo una giornata nei campi, la zona è ricca di clementine. La Fiat è stata trascinata per circa 600 metri dal luogo dell’impatto.
Le Ferrovie dello Stato, in una nota, hanno evidenziato che «il passaggio a livello attraversato dall’automezzo è posto lungo una strada privata ed è in consegna a privati con una convenzione a termini di legge». Dunque «si precisa che i privati che gestiscono questo tipo di passaggi a livello hanno l’obbligo di aprirli, per attraversare la ferrovia, solo rispettando determinate regole previste nella convenzione che, in questo caso, non sono state rispettate ». Le Fs esprimono il loro cordoglio ai famigliari delle vittime e invitano i cittadini ad «attraversare i binari solo in condizioni di assoluta sicurezza». Ovviamente la Procura di Rossano ha aperto un’inchiesta. L’ipotesi di reato è di omicidio colposo plurimo e al momento non ci sono indagati, ma si stanno verificando eventuali responsabilità  nell’apertura dei varchi per attraversare i binari. L’incidente, avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri, ha bloccato il traffico ferroviario per ore.
Due lavoratori romeni si sono salvati dallo scontro perché pare fossero scesi dall’auto per aprire il cancello del terreno che dà  l’accesso al passaggio sui binari.
Parlano poco l’italiano e l’unica cosa che hanno potuto esprimere è stato tutto il loro dolore. Un gruppetto di connazionali si è radunato sul luogo dello scontro: lacrime, singhiozzi, abbracci disperati. Si è dedotto che piangessero anche dei parenti.
«Il passaggio a livello – spiegano dalle Fs – avrebbe dovuto essere chiuso con i lucchetti. Il regolamento prevede che le sbarre siano chiuse al passaggio dei treni». L’ipotesi principale, quindi, è che non siano state rispettate le norme di sicurezza. I passaggi a livello in esercizio su 16.700 chilometri di rete sono 5.901, di questi 1.263 sono affidati a privati. Sulla dinamica dei fatti, a caldo si valutano tre possibilità : la prima è che l’attraversamento
ferroviario – con una cancellata e non con le sbarre – fosse aperto o non assicurato con una chiusura adeguata. La seconda è che il passaggio sia stato forzato per raggiungere l’altra parte dei binari, evitando in tal modo un giro molto più lungo, infine che il gruppo avesse le chiavi per aprire la cancellata. Particolari sull’accaduto saranno forniti dal proprietario del fondo che aveva in affidamento l’attraversamento ferroviario. Sarà  sentito dal pm Maria Vallefuoco nei prossimi giorni.

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