Ue, scontro sul commissario anti-abortista

BRUXELLES – Con un voto a scrutinio segreto che ha spaccato in due il gruppo dei socialisti e democratici, il Parlamento europeo ha approvato ieri la controversa nomina di un cattolico ultraconservatore e anti-abortista al posto di Commissario europeo per la tutela della salute e dei consumatori. Tonio Borg, maltese, esponente del partito nazionalista al governo nell’isola, andrà  a sostituire il suo connazionale e collega di partito John Dalli, costretto alle dimissioni perché coinvolto in una inchiesta per una tentata concussione legata alle lobby del tabacco.
La candidatura di Borg era contestata non solo dalle organizzazioni per la tutela dei diritti civili, viste le sue pubbliche prese di posizione contro aborto, divorzio e diritti degli omosessuali, ma anche dai difensori dei diritti umani, dall’Alto commissario per i rifugiati e da Amnesty International. Come ministro maltese degli Interni e della Giustizia, infatti, l’esponente cattolico era stato responsabile della politica di detenzione e rimpatrio dei rifugiati, condannata anche dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Questi precedenti non gli hanno tuttavia impedito di diventare vice-primo ministro e ministro degli Esteri di Malta. E quando Dalli è stato obbligato a dimettersi, il governo di La Valletta lo ha designato senza esitazioni per andare a coprire il delicato incarico di Commissario responsabile per la tutela della salute. Una scelta che ha sollevato forti polemiche in Europa.
La settimana scorsa, nel corso di una audizione di tre ore di fronte alle commissioni del Parlamento europeo, Borg è stato abbastanza abile nello scindere le sue convinzioni personali in materia di aborto, divorzio e diritti dei gay, dagli obblighi che gli derivano come Commissario dal rispetto della Carta europea dei diritti fondamentali, che vieta ogni discriminazione basata sul sesso o sugli orientamenti sessuali. Ha anche preso un impegno scritto a rispettarla. Per quanto riguarda la questione dell’aborto, si è trincerato dietro il fatto che la materia è di competenza degli stati membri e non della Commissione europea.
Nonostante queste prese di distanza, il candidato maltese rischiava di essere bocciato dal voto dell’assemblea plenaria se il gruppo socialista non si fosse spaccato. Nel corso di una riunione dei deputati socialisti, due terzi si sono dichiarati contrari alla nomina di Borg. Ma il gruppo, anche per non creare un incidente diplomatico con Malta, ha preferito lasciare libertà  di voto ai suoi componenti. Borg è stato così approvato con 386 voti favorevoli, 285 contrari e 28 astenuti. A favore si sono espressi massicciamente i deputati del Ppe e delle destre. Verdi, liberali, estrema sinistra e buona parte dei socialisti hanno votato no. Ma una fetta di deputati del centro sinistra ha dato voto positivo consentendo così l’approvazione della candidatura.
Si chiude così con esiti opposti una vicenda che per molti versi ricorda il caso di Rocco Buttiglione, la cui candidatura a commissario europeo era stata bocciata proprio in ragione delle sue convinzioni ultraortodosse in materia di aborto e diritti degli omosessuali. «I cattolici non sono più cittadini di seconda categoria in Europa. Il Parlamento europeo si è rifiutato di ripetere l’errore commesso nella legislatura precedente», ha commentato lo stesso Buttiglione, che ha fatto gli auguri al neoeletto.


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