Usa 2012: Obama rieletto presidente, Romney ammette la sconfitta

“Per l’America il meglio deve ancora venire”: lo ha detto Obama, intervenendo davanti ai sostenitori in delirio al suo quartier generale di Chicago. “Mi sono congratulato con Mitt Romney, lavoreremo insieme per portare avanti il paese”, ha aggiunto il presidente, accolto da un’ovazione dei sostenitori che hanno intonato ‘Four more years’, altri quattro anni. “Torno alla Casa Bianca più determinato“, ha sottolineato.

“La nostra economia si sta riprendendo”, ha affermato il presidente, promettendo che lavorerà  per trovare “quei compromessi necessari a portare il Paese avanti”. “Lavorerò con i leader di entrambe gli schieramenti per affrontare le sfide che possiamo risolvere solo insieme”, ha aggiunto.

“Io ti amo e l’America ti ama”, ha poi detto Obama alla moglie Michelle.

Il presidente aveva subito ringraziato su Twitter i suoi sostenitori: “Voi lo avete reso possibile. Grazie”, ha scritto rilanciando quello che era stato uno degli slogan della campagna elettorale “Altri 4 anni”, e ‘postando’ una foto in cui abbraccia la first lady Michelle. “Farò tutto il possibile per finire quello che ho iniziato”: è la promessa fatta poco dopo dal Obama ai suoi sostenitori via e-mail. Immediata è esplosa la gioia a Chicago, al quartier generale dei democratici, mentre lo sconforto si è impadronito della sede di Romney a Boston.

Romney ha chiamato Obama per congratularsi per la vittoria e ha ammesso la sconfitta. “Questo è tempo di grandi sfide per l’America e prego che il presidente abbia successo nella guida del Paese”, ha detto Romney nel suo discorso al quartier generale di Boston. “Auguro al presidente, alla first lady e alle loro figlie ogni bene, questi sono tempi molto difficili per la nostra grande Nazione”.

Al Congresso Usa intanto si conferma la stessa situazione di prima del voto di oggi: i democratici mantengono il controllo del Senato e i repubblicani quello della Camera.

Oggi si votava in alcuni Stati anche per numerosi referendum: via libera alle nozze gay in Maine, alla legalizzazione della marijuana in Colorado e nello Stato di Washington, mentre la Florida mantiene il finanziamento pubblico per l’aborto.


Related Articles

Mali, una esplosiva crisi nascosta

La vita di Idriss, cittadino maliano residente in Italia da anni, racconta molto del Mali di oggi. Figlio di un ex-militare, fin da giovane ha provato le difficoltà  di un territorio di frontiera. Adolescente, ha vissuto nella vicina Mauritania, recluso come gran parte dei neri in una casta di schiavi, al servizio della popolazione “maura” di ascendenza araba. Rientrato nel Mali, piccolo commerciante nella zona di Kidal, è stato sequestrato da truppe irregolari “tuareg”, da decenni attive nel nord del paese, con lo scopo di derubarlo e arruolarlo.

Laura Boldrini nell’inferno di Gaza

Territori Occupati. Dopo la visita in Israele, la presidente della camera è andata nella Striscia per rendersi conto della condizione di un milione e mezzo di palestinesi colpiti dal blocco israeliano ed egiziano

Scambio di Lettere Obama-Rouhani Spiragli di Dialogo con l’Iran

 Il dialogo va avanti e da tempo, affidato a messaggeri e mediatori. È stato lo stesso Barack Obama a confermarlo alla tv Abc : «Ho scritto al presidente iraniano Hassan Rouhani». E poi ha aggiunto: «Teheran deve capire che per noi la questione nucleare è più importante della vicenda dei gas siriani».

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment