“Con i distributori no-logo e con la benzina nei supermarket si risparmiano 10 euro a pieno”

ROMA — La differenza è in media di 13 centesimi di euro, con punte di 15 al litro nel Nord Est. Uno scarto pesante — che si traduce fino a 10 euro ad ogni pieno di carburante — evidenziato dall’Autorità  Antitrust al termine di una lunga indagine sul settore. Il risultato, forse scontato agli occhi di chi fa benzina ogni giorno, rivela lo squilibrio dei prezzi tra le compagnie petrolifere che vantano una rete nazionale di distribuzione del carburante e gli impianti no logo con listini più vantaggiosi.
Un’inchiesta, quella dell’authority guidata da Giovanni Pitruzzella che – pur non denunciando un cartello tra compagnie petrolifere – rimette in cima all’agenda del prossimo governo uno degli snodi meno oliati della concorrenza in Italia. Questo approfondimento, iniziato due anni fa, svela, sia pur in parte, le criticità  del sistema: «Sotto un profilo Antitrust – spiega il Garante – si tratta di uno scenario dalla chiara connotazione collusiva, che potrebbe costituire l’esito di un coordinamento tra gli operatori integrati verticalmente. Un coordinamento del quale, tuttavia, non sono state acquisite delle evidenze».
Il rifornimento presso le stazioni di servizio della grande distribuzione o le pompe bianche resta quindi una delle poche armi difensive a disposizione dell’automobilista, oggi più che mai sensibile ai rincari “a orologeria” dovuti alle speculazioni sul mercato Platt’s, pronte ad esplodere in prossimità  delle feste. E proprio come l’anno scorso, quando la corsa dei prezzi iniziò proprio a dicembre, Quotidianoenergia.it prevede un nuovo rally dei listini da questo Capodanno in avanti.
Il vento però sta cambiando sottolinea l’Antitrust – e molti cominciano a cercare lo sconto vero, non quello fittizio pubblicizzato genericamente da diversi impianti. Una scelta accorta che sta spostando le vendite di benzina, gas e gasolio dai distributori tradizionali a quelli no logo. È lo stesso Garante a svelare questo trasferimento dei volumi erogati verso i distributori più economici che permettono un risparmio secco tra i 7 e i 10 euro per ogni pieno, pari a circa 70 chilometri in più percorsi dalla propria auto. Come spiega il Garante «l’assetto oligopolistico si sta incrinando» e le oltre «duemila pompe bianche e gli 82 punti vendita collegati alla grande distribuzione sono i protagonisti della nuova fase che attraversa la rete distributiva, con prezzi più bassi fino a 13 centesimi al litro rispetto agli impianti delle compagnie petrolifere».
Tra l’altro, quelle rare volte in cui i colossi del settore decidono di farsi la guerra, i consumatori ne escono vincenti. Come nel caso di scuola dell’iniziativa “Riparti con Eni”, che ha costretto diverse compagnie, su tutte Q8 e Esso, ad abbassare i prezzi di almeno 20 centesimi al litro nei week-end, per tenere il passo degli scontoni applicati dal Cane a sei zampe durante l’estate.
Un successo che ha permesso ad Eni di attirare 5 milioni di clienti nelle proprie aree di rifornimento, portando al 34,3% la quota di mercato-carburanti nel
terzo trimestre del 2012. Una crescita netta e forse insperata rispetto al 31,2% segnato nel terzo trimestre dell’anno precedente. La performance ha colpito duramente i concorrenti, forse impreparati a reggere un assalto di marketing di quelle dimensioni. L’Antitrust, in proposito, cita il caso di «Totalerg, che ha evidenziato una contrazione della propria quota di mercato nel trimestre estivo» e quindi nel periodo corrispondente all’iniziativa Eni, «dall’11,8% al 10,1%».
Ora, conclude l’indagine, non resta che aprire ulteriormente il mercato, liberando la rete e allargando la percentuale di distributori indipendenti che oggi corrispondono a circa il 10% del totale. Accrescendo il numero di pompe bianche (oltre alle duemila esistenti e agli 82 distributori della grande distribuzione) sono quindi possibili sconti ancora più forti. Per questo l’Antitrust invita a «sfruttare il futuro avvio di un mercato della logistica petrolifera e di un mercato all’ingrosso dei prodotti petroliferi liquidi», affidato di recente al Gme, il Gestore dei mercati energetici.


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