Crisi governo: Silvio Berlusconi sfida Mario Monti sull’incandidabilità 

Silvio Berlusconi
Una doppia astensione. La minaccia di far saltare il tavolo. A costo di fa decollare lo spread. Di aprire una crisi al buio. La pistola di Silvio Berlusconi è sul tavolo. Dipende dall’esito del consiglio dei ministri. Dipende da come uscirà  il decreto liste pulite. È il provvedimento sull’incandidabilità  il punto vero di crisi tra palazzo Grazioli e governo. L’election day è solo una cortina fumogena per distogliere l’attenzione. Per trovare un motivo accettabile che giustifichi agli occhi degli italiani la rabbiosa ridiscesa in campo del Cavaliere contro il governo.

Alessandro De Angelis, Huffington Post Sergio Segio • 6/12/2012 • Politica & Istituzioni • 223 Viste

Sarebbe più complicato spiegare che, di questi tempi, il Pdl non vuole un provvedimento sulle “Liste pulite”. Ma il punto è questo. Come ha scritto Liana Milella su Repubblica c’è un parte del provvedimento su cui rischia di saltare il tavolo. Laddove il governo ha scelto di tagliare fuori “coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a due anni, per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni”.

Berlusconi nei giorni scorsi ha fatto sapere al guardasigilli e al ministro Cancellieri che così formulata la norma è invotabile: “Non ci facciamo fare le liste dalle priocure” è il ragionamento del Cavaliere. Oggi trapela da palazzo Grazioli qualche elemento in più. Il Pdl non vuole trattare sulla lista dei reati per togliere quelli che impattano su molti big del partito. Ma anche che potrebbero scattare su Silvio Berlusconi. È quella la grande paura. Che porta dritta la processo Mediaset, dove Berlusconi è stato condannato per quattro anni per frode fiscale, in primo grado. Detta così, sembrerebbe un non problema: Berlusconi è candidabile.

Il problema riguarda il dopo. Perché con una sentenza definitiva, secondo il provvedimento Liste pulite, scatta la decadenza di chi è stato eletto. Ecco il punto: il Cavaliere è convinto che procure faranno gli straordinari per condannarlo il prossimo anno. Sul processo Mediaset, prima che scatti la prescrizione nel 2014, sarà  una corsa contro il tempo per arrivare in Cassazione. E andranno veloci anche gli altri processi, a partire da quello Ruby. Se passa la legge sull’incandidabilità , insomma, si fissa un punto di non ritorno. Difficilmente modificabile nel prossimo parlamento in cui il Cavaliere, con buone probalibilità  non sarà  maggioranza. Chiuso nel suo bunker a palazzo Grazioli Berlusconi è in attesa della fine del consiglio dei ministri. Mario Monti sta presiedendo una riunione di governo da cinque ore. Per uno è un provvedimento inaccettabile. Per l’altro è una questione di principio.

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