La Fiom corre per il contratto

I metalmeccanici della Fiom tornano in piazza, questa volta per il contratto nazionale. Tema che, ovviamente, non esclude la vertenza Fiat, ma che anzi si intreccia con essa indissolubilmente. Il timore della Fiom è che, come nel caso della Fiat, ma come anche nel recente accordo sulla produttività  Confindustria-Cisl-Uil e a causa delle pressioni del potente gruppo Finmeccanica, si possa ripetere la logica degli accordi separati. Così, domani 5 dicembre e giovedì 6 si terranno 8 ore di sciopero con manifestazioni territoriali.
Innanzitutto le accuse a Finmeccanica, accusata dalla Fiom di essere «responsabile dell’accordo separato che si sta consumando sul contratto nazionale». Finmeccanica, sempre secondo la Fiom, «per il suo peso nell’associazione delle imprese poteva e non ha voluto proporre una trattativa anche con la Fiom».
Ma l’attacco a Finmeccanica è sferrato non solo sul metodo, ma anche nel merito: «La svendita di garanzie e diritti, contenuta nell’intesa, propone sostanzialmente i contenuti che Agusta sta portando avanti nel confronto sull’integrativo», spiegano i metalmeccanici Cgil. E ancora, a fronte della richiesta sindacale di affrontare il tema degli esuberi alla Selex, «i vertici aziendali si sono resi disponibili solo se si condivide la scelta di fondere Selex Galileo, Selex Elsag e Selex Sistemi Integrati in Selex Electronic Systems». Una sorta di «ricatto», lo definisce la Fiom. Infine, «Finmeccanica continua a insistere nella vendita del comparto civile, cedendo così le poche imprese di pregio che tengono il mercato».
Ci sono poi le critiche ai contenuti del contratto che Federmeccanica vorrebbe fosse firmato: «Non solo avremo un nuovo contratto separato – mette in guardia la Fiom, accusando Fim e Uilm – ma, per la prima volta, avremo un contratto nazionale al buio che “aderisce” a tutte le richieste fatte da Federmeccanica». Un contratto mutuato su quello Fiat.
Ed ecco di seguito, i rischi che, secondo la Fiom, si correranno se verrà  firmato il nuovo accordo separat con Fim e Uilm: 1) far diventare flessibili i minimi salariali e vincolare le erogazioni salariali alla produttività ; 2) aumentare e rendere flessibile l’orario di lavoro giornaliero e settimanale, superando il ruolo contrattuale della Rsu; 3) comandare e aumentare – senza contrattazione – le ore di straordinario; 4) non pagare più, come fino a oggi è avvenuto, i primi tre giorni di malattia al 100%; 5) non avere più la certezza della legge e del contratto nazionale.
Al contrario, la Fiom propone un contratto che: 1) impedisca i licenziamenti attraverso il ricorso ai contratti di solidarietà ; 2) aumenti il salario fisso, anche attraverso la defiscalizzazione degli aumenti; 3) garantisca la sicurezza e il rispetto dell’ambiente; 4) sostenga gli investimenti per la piena e buona occupazione; 5) allarghi gli spazi di contrattazione della Rsu.


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