“Mai più elefanti nelle gabbie” la carica delle città  contro il circo

ROMA â€” Via gli elefanti dai circhi: troppe crudeltà . La città  di Los Angeles è pronta a liberare tutti i Dumbo prigionieri nelle strutture circensi e accelerare la rivoluzione che si combatte per la messa al bando degli spettacoli itineranti che utilizzano animali esotici. Anche se sono lontani i serragli del circo Barnum, che proprio qui vide fiorire il suo mito con i freaks e gli animali incatenati, la vita sotto le tende non è molto migliorata.

Saltano ancora sugli sgabelli, gli elefanti, eseguendo gli ordini di un domatore, ma ad aver convinto il consiglio cittadino di Los Angeles sono le cattive condizioni di vita soprattutto durante i viaggi. «Il trasporto di questi animali è una delle pratiche più crudeli esistenti al mondo», ha denunciato Paul Koretz, democratico, rappresentante del gruppo di consiglieri che ha promosso la legge.
Los Angeles forse sarà  la prima, ma non è la sola. I circhi con animali sono un business che sopravvive ma sempre più in declino, vivendo di fatto una lunga e tenace agonia. A scatenare le critiche e ondate ricorrenti di sdegno spesso sono proprio le gesta di alcuni animali. In fuga. Tempo fa a Cork, in Irlanda, l’elefantessa Baby riuscì a fuggire dal circo Courtney brothers dove gli elefanti erano tenuti in un recinto di corda con avvolto un cavo elettrico. Sempre un’elefantessa fu la protagonista di un video shock: presa a botte e calci nel Bobby Roberts Super Circus, nel Regno Unito. Per lei si scatenò una gara di solidarietà . In Italia è stata una giraffa a commuovere. Alexander, un cucciolo maschio, fuggì a settembre dal circo Rinaldo Orfei e si mise a correre disorientato e stordito nelle strade di Imola. Bloccato, sedato, morì poco dopo per un infarto e lo stress. «È eticamente inaccettabile che un animale muoia così», disse il sindaco Daniele Manca.
«È questa la novità : oggi molti sindaci e amministratori ci chiedono consulenze per potere regolamentare o bloccare del tutto l’ingresso dei circhi con animali nei loro territori», spiega Nadia Masutti della Lav. «Sono già  circa venti i Comuni che hanno adottato un’ordinanza o un regolamento che impedisce alle strutture di utilizzare gli animali che la commissione scientifica Cites del ministero dell’Ambiente definisce non compatibili con la vita in una struttura mobile». Ogni giorno si allunga la lista dei Comuni che mettono divieti, circa altri venti enti locali stanno pensando di regolamentare l’attendamento, tutti nel centro nord. Tra i primi ci sono stati Modena e Alessandria. Anche due regioni, l’Emilia Romagna e l’Abruzzo, si sono impegnate ad emanare norme per vietare l’ingresso di circhi e mostre viaggianti con delfini, lupi, orsi, grandi felini, foche, elefanti, rinoceronti, giraffe.
«Gli elefanti sono tra quelli che soffrono di più, sono molti gregari e spesso in ogni circo c’è un solo esemplare», dice Masutti. «C’è poi la questione delle temperature: sono animali della savana che soffrono il freddo. Nel 2010 il circo di Miranda Orfei fu condannato per aver tenuto un elefante nella neve». Sono circa un
centinaio i circhi in Italia, sopravvivono grazie a sussidi statali, “solo” due milioni di euro dicono i circhi, ma sono molti di più i contributi secondo le associazioni animaliste. Duemila gli animali che vi “lavorano”, ripetendo giochi ridicoli. Poco meno di cinquanta i Dumbo prigionieri


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