Negare agli orfani una famiglia (negli Usa) la vendetta cinica e disumana di Putin

Nel dicembre di quest’anno il Senato americano ha approvato la «Legge per l’abrogazione nel 2012 dell’emendamento Jackson-Vanik nei confronti di Russia e Moldavia». La norma contiene al suo interno il «Magnitsky Act», un atto che introduce restrizioni sui visti per i cittadini russi accusati dagli americani di aver violato i diritti umani.
La Russia ha dichiarato che l’adozione del documento non è ammissibile dal punto di vista del diritto internazionale. In risposta all’approvazione del Magnitsky Act, la Duma ha votato in prima lettura a favore della legge sulle «Misure restrittive contro le persone coinvolte nella violazione dei diritti di cittadini russi». Il Magnitsky Act comprende una lista di cittadini russi a cui sarà  vietato l’ingresso negli Stati Uniti e a cui verranno congelati conti e beni immobili.
Lasciamo da parte la domanda sul perché gli Usa si preoccupino tanto per l’impunità  degli amministratori russi disonesti, per la corruttibilità  dei giudici e per la durezza del nostro sistema carcerario. Gli alti funzionari russi iscritti in questo elenco, che possiedono immobili extralusso e conti multimilionari all’estero, sono indignati e agitati. E non sono meno agitati e indignati i nostri parlamentari. Non deve certo sorprenderci: la metà  dei nostri rappresentanti eletti ha molte chance di finire nella lista e di perdere quegli «scali d’emergenza» che aveva eretto sulle calde coste americane ed europee o su altre isole «accoglienti».
Dopo brevi consultazioni, hanno deciso di rendere all’America una «risposta simmetrica». E hanno dato vita a un progetto cinico e sanguinario come non mai (il divieto di adottare bambini russi da parte di cittadini Usa, ndr). È difficile capire il senso di questa risposta se non se ne conosce il triste antefatto. Precedenti che possono essere descritti, meglio di tutto il resto, da una serie di freddi numeri, in gran parte calcolati al ribasso.
Primo dato: attualmente negli orfanotrofi russi si trovano 654 mila minori (secondo altre fonti sarebbero 750 mila). La Russia è il primo Paese al mondo per numero di orfani ogni 10 mila abitanti.
Secondo dato: ogni anno sono 10-11 mila le madri che non riconoscono il loro bambino. Anche in base a questo indicatore, la Russia occupa la prima posizione a livello mondiale.
Terzo dato: la Russia si trova al primo posto per numero di aborti ogni 100 nati vivi. A questo proposito, nel 2004 ha toccato il record mondiale di 120 aborti ogni 100 nascite.
Quarto dato: negli ultimi vent’anni oltre 60 mila bambini sono stati adottati da cittadini statunitensi. Tra loro, in base alle informazioni rese note, quelli che hanno perso la vita sono stati 19. Nello stesso periodo, nella Federazione Russa sono morti per mano dei genitori adottivi quasi 1.500 bimbi.
Il numero di figli adottati che muoiono ogni anno in Russia è pari a quello registrato negli Usa negli ultimi 21 anni, cioè dal 1991, quando sono iniziate le adozioni di orfani russi da parte di cittadini americani. Ognuno di questi casi è terribile, indipendentemente dalle cifre, e richiede delle indagini particolari, negli Usa come in Russia.
In tutta questa dolorosa vicenda c’è un altro particolare di eccezionale importanza: è il fatto che i genitori adottivi russi accolgono quasi esclusivamente bambini sani. Quelli americani e di altre nazionalità , invece, sono pronti a prendere bimbi malati o con disabilità . Il giornalista Valerij Panjushkin, che si occupa da molti anni del problema delle adozioni di bimbi disabili, ha appena pubblicato una lista con i cognomi di nove bambini che sono in attesa di essere adottati da famiglie americane. L’approvazione della legge «simmetrica» da parte della Duma ha avuto luogo il 19 dicembre, solo alcuni giorni fa, e determinerà  il destino a lungo termine di questi bambini: dovranno restare fino ai 18 anni in un orfanotrofio per disabili. Non c’è quasi speranza che li adotti una famiglia russa.
Vicino all’edificio della Duma, singoli cittadini hanno manifestato sin dalla mattina, protestando contro l’approvazione di questa legge. Circa venti manifestanti sono stati fermati dalla polizia e portati in commissariato.
La situazione che si è creata metterebbe a dura prova la mente di qualsiasi persona normale. I due parlamenti stanno giocando una partita importantissima, e la posta in palio è alta: è il destino dei bambini senza famiglia. L’approvazione della norma russa — a cui è già  stato trovato un titolo ad effetto, «Legge Dima Yakovlev», dal nome di un bambino adottato che è morto negli Usa — è la risposta al Magnitsky Act. Da una parte, quindi, abbiamo l’elenco degli ufficiali disonesti, dei giudici facili da corrompere, capaci di calpestare anche la Costituzione, insieme alla predica sulle guardie carcerarie; dall’altra ci sono migliaia di bambini negli orfanotrofi che aspettano di trovare dei genitori adottivi. In un Paese qualunque. In Russia. In America. In Italia. O in qualsiasi altra nazione in cui gli orfanotrofi semplicemente non esistono. Perché di Paesi così, al mondo, ce ne sono sempre di più. Mentre in Russia il popolo degli orfanotrofi continua solo a crescere. Non c’è da stupirsi, visto che oggi nel Paese ci sono più orfani che dopo la Seconda guerra mondiale. O non sarà  forse che, in qualche modo, la lista Magnitsky e quella di Panjushkin sono legate per davvero?
(Traduzione di Sara Bicchierini)


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