Quindici cristiani sgozzati Un’altra strage in Nigeria

Dal 2009 le vittime della violenza contro i cristiani in Nigeria sono oltre tremila. Nell’ultimo massacro secondo fonti di polizia gli assassini hanno scelto accuratamente i loro obiettivi, anche donne e bambini. Si sono introdotti nelle case sorprendendoli nel sonno. Le vittime non hanno avuto il tempo di chiedere aiuto. La loro colpa? Essere cristiani, appartenenti a un gruppo protestante.
L’agenzia Associated Press cita una maestra elementare, Mshelia Inusa, secondo cui gli assassini hanno ammazzato urlando «Allah Akbar», «Dio è grande», mentre qualcuno ordinava: «Sgozzateli, sgozzateli», e i bambini urlavano terrorizzati. Molti dei cadaveri avevano le mani legate dietro la schiena.
«Quelli sono fanatici assetati di sangue. Sono reclutati tra i giovani senza lavoro e senza prospettive, conquistati dalla promessa di avere una vita migliore in paradiso — spiega Eniola Bello, direttore del quotidiano This Day, al telefono con il Corriere —. Obbediscono così agli ordini dei mandanti, imam fanatici, spesso neppure nigeriani».
Collegamenti con Al Qaeda nel Maghreb Islamico, che controlla la regione sahariana nel nord del Mali? «La polizia ne è sicura — spiega Bello —. Tra di loro poi ci sono islamici provenienti da tutta l’Africa, specie dalla Somalia dove gli Shebab (gli islamici dell’ex colonia italiana) sono in ritirata».
Sagir Musa, portavoce della Joint Task Force (JTF) on Operation Restore Order (ORO), una sorta di polizia speciale incaricata di contrastare il terrorismo, ha affermato che tre dei sospetti assassini sono stati arrestati. «Abbiamo ricevuto una telefonata che ci ha messo sulla pista giusta». Musa ha confermato che si tratta di omicidi selettivi, anche se i morti non sarebbero solo cristiani. E’ bene precisare che la polizia tende sempre a minimizzare gli attacchi di Boko Haram.
Simboli cristiani attaccati anche in Libia: due persone sono morte e altre due sono rimaste ferite a causa di un’esplosione in una chiesa copta di Misurata, in Libia. Le vittime sono due cittadini egiziani che stavano lavorando nella chiesa per preparare la messa di fine anno. Nel sud della Nigeria intanto continua la caccia ai pirati che hanno rapito tra italiani, Emiliano Astarita, Salvatore Mastellone, Giuseppe d’Alessio, e l’ucraino Anatoly Alexelev. La polizia durante un rastrellamento nel Bayelsa State ha arrestato un giovane di cui non è stata rivelata l’identità . Gli ostaggi sarebbero da qualche parte nell’intricata rete di canali del Delta State. I rapitori che avevano annunciato la richiesta di un riscatto non si sono ancora fatti vivi.


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