Ue, aumentano le rimesse degli immigrati: 39 miliardi

BRUXELLES – Ammontano complessivamente a 39,1 miliardi di euro nell’anno 2011 le rimesse degli immigrati in Ue. Lo rende noto l’Eurostat, l’istituto di statistiche della Commissione europea. La cifra comprende sia gli spostamenti di denaro tra paesi dell’Unione europea (intra-Ue27), sia quelli da un paese Ue verso altri paesi non comunitari (extra-Ue27). Come precisa lo stesso istituto Eurostat, i dati sulle rimesse sono molto difficili da quantificare, in quanto si riferiscono a molte transazioni di piccole dimensioni attraverso una molteplicità  di canali, a volte informali o illegali. Nel quadro delle rilevazioni statistiche della bilancia dei pagamenti, le rimesse dei lavoratori espatriati comprendono i trasferimenti correnti (in denaro o in natura) da parte dei migranti che vivono e lavorano in uno Stato membro verso altre persone residenti nei paesi dove i migranti hanno precedentemente vissuto. Le persone che lavorano e vivono in un altro paese per meno di un anno non sono considerati come “espatriati”, ma semplicemente come “non residenti”; le loro transazioni sono quindi registrate nelle statistiche della bilancia dei pagamenti sotto la voce “redditi da lavoro dipendente”.

Così definiti, i trasferimenti dei lavoratori espatriati sono aumentati rispetto all’anno precedente (38,3 miliardi di euro) e del 100% rispetto al 2004 (19,4 miliardi di euro). L’aumento delle rimesse è dovuto principalmente ad una forte crescita dei flussi extra-Ue27, che dagli 11,5 miliardi di euro del 2004 sono passati a 28,5 miliardi di euro nel 2011. I flussi extra-Ue, che rappresentano i tre quarti dei flussi totali, sono aumentati del 150% rispetto al 2004. Nello stesso arco di tempo, i flussi intra-Ue27 sono aumentati del 35%. Di conseguenza, la quota delle rimesse extra-Ue27 sul totale delle rimesse è passata dal 59% nel 2004 al 73% nel 2011. Nel 2007, oltre 80% delle rimesse dei lavoratori espatriati Ue proveniva da quattro principali paesi: Spagna, Italia, Francia e Germania. Oggi questi paesi rappresentano meno del 70% del totale delle rimesse. Ma sono soprattutto Spagna e Germania ad aver perso peso. Negi ultimi 5 anni i flussi dalla Francia sono infatti triplicati ne quelli dall’Italia sono aumentati del 25%. (Carlo Caldarini)

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