Generali raddoppia in Europa dell’Est
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MILANO — Generali risolve la complessa vicenda degli investimenti nell’est Europa intrapresi con il socio ceco Petr Kellner. Con un consiglio di amministrazione straordinario svoltosi ieri pomeriggio a Milano l’ad Mario Greco ha ottenuto il via libera per acquistare in due fasi il 49% di Gph (Generali Ppf Holding), la holding che controlla le attività assicurative che erano state conferite nella joint venture con Ppf nel 2007. Il riacquisto sarà effettuato in due fasi, la prima riguardante il 25% da concludersi entro il primo trimestre di quest’anno, la seconda alla scadenza naturale dell’opzione di vendita in mano Kellner e fissata alla fine del 2014. Il prezzo che verrà pagato complessivamente per il 49% sarà pari a poco più di 2,5 miliardi, ma Generali rientrerà di una parte di questo esborso poiché verranno distribuiti preventivamente circa 350 milioni di dividendi e perché Kellner con i soldi incassati andrà a rimborsare i debiti con le banche e anche il bond emesso a suo tempo dal Leone di Trieste.
Un’operazione complessa, dunque, sulla quale ha lavorato a pieno ritmo lo studio Bonelli Erede Pappalardo per conto di Generali, ma che risolve una partita che aveva acceso molte polemiche nella primavera 2011 quando l’allora presidente Cesare Geronzi aveva sollevato il caso della put da 2,5 miliardi concessa a Ppf e delle partite incrociate tra Kellner e l’ex ad Giovanni Perissinotto, promotore della joint venture nei mercati dell’Est. Il presidente e alcuni azionisti sospettavano della bontà dell’investimento effettuato da Perissinotto che ora però è stata confermata da Greco, dal momento che ha deciso di anticipare l’acquisto di tutta la partecipazione. Kellner nel frattempo ha dismesso quasi tutta la quota del 2% che aveva acquisito in Generali nel 2009 alla vigilia del rinnovo del consiglio di amministrazione e dunque non sarà presente al prossimo rinnovo. L’imprenditore ceco aveva già monetizzato la put a fine 2009 accendendo un finanziamento da 2,1 miliardi con un pool di banche guidato da Calyon e investendo tali risorse su altri mercati ritenuti promettenti, dal credito al consumo in Russia, alla Cina al Vietnam.
Con l’accordo raggiunto ieri Generali e Kellner hanno colto l’occasione per sbrogliare in parte anche la matassa delle partecipazioni assicurative in Russia. Attraverso uno scambio di quote in due fondi di private equity il Leone diventerà unico azionista della partecipazione al 38,5% nella Ingosstrakh, la cui maggioranza è detenuta dal magnate Oleg Deripaska, con cui Kellner aveva avuto motivi di scontro. Greco ha quindi intenzione di puntare più decisamente anche sul mercato russo dove Perissinotto aveva anche acquisito una partecipazione nella banca Vtb in via di privatizzazione.
La nuova strategia sui mercati dell’Est sarà esposta dall’ad a metà di questa settimana al top management riunito a Berlino mentre lunedì prossimo è prevista la presentazione a Londra diretta ai mercati finanziari. L’accordo in due fasi con Kellner permette a Greco di prendere tempo per la vendita della Bsi (Banca della Svizzera italiana) e per le attività sul mercato americano scaglionando l’esborso finanziario e contemporaneamente di entrare direttamente nella gestione manageriale di Gph che finora era stata portata avanti dagli uomini di Kellner.
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