“Una tortura le vostre carceri” Strasburgo condanna l’Italia

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«Violazione dei diritti umani, tortura e trattamento disumano o degradante ». La Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo schiaffeggia l’Italia sul carcere. La strapazza sull’assurdo sovraffollamento. La costringe a pagare 100mila euro a 3 detenuti di Busto Arsizio e a 4 di Piacenza costretti per anni in celle di 3 metri. Loro si sono rivolti alla Cedu reclamando giustizia e l’hanno ottenuto nel modo più clamoroso. Collezionando il severo richiamo di Napolitano e «l’avvilito rammarico» del Guardasigilli Severino che, sul filo della legislatura, si è vista bloccare il ddl sulle misure alternative da chi al Senato, come il capogruppo Pdl
Maurizio Gasparri con la Lega, ha preferito votare la riforma forense. Lo twitta pure Corrado Passera: «Male ha fatto il Parlamento a buttare a mare quel ddl».
Uno schiaffo pesante taglia la campagna elettorale e costringe i partiti a occuparsi di un tema che non buca il video. Soprattutto perché la Corte mette l’Italia sotto tutela e le dà  un anno di tempo per correggere la grave stortura carceraria. Senza interventi metterà  mano ai 550 ricorsi di altrettanti detenuti che denunciano condizioni inaccettabili.
La sentenza piomba sull’Italia alle 11. Reagisce subito Paola Severino: «La mia amarezza è grande, ma non sono stupita: non è consentito a nessuno fare campagna elettorale sulla pelle dei detenuti».
Poi l’avvilimento per il ddl mancato su domiciliari e messa in prova. Ancora: i risultati del decreto approvato sullo stop alle “porte girevoli” con i detenuti scesi nel 2011 da 68.047 a 65.725. Alle 17 ecco la nota sdegnata di Napolitano: «È la mortificante conferma della perdurante incapacità  del nostro Stato a garantire i diritti elementari dei reclusi in attesa di giudizio e in esecuzione di pena». Una rampogna per il ddl bloccato: «Il Parlamento avrebbe potuto assumere decisioni e purtroppo non lo ha fatto». Un monito ai partiti: «Il confronto sul carcere dev’essere una priorità  per le forze politiche ». «Quello che non si è fatto in questa legislatura dovremo farlo nei primi 100 giorni della prossima» promette Roberto Rao del’Udc. Anna Finocchiaro del Pd già  vede «il futuro governo di centrosinistra » impegnato a «restituire alla pena la funzione costituzionale di rieducazione del condannato».
Il premio Nobel Dario Fo va a San Vittore e, applauditissimo, parla di «giorno straordinario perché l’Europa ha fatto giustizia». Marco Pannella è pesante:
«Cosa altro dovremmo ancora fare per decriminalizzare la sostanziale e perbenista criminalità  di stampo nazi-comunista per cui siamo infamati in Europa e nel mondo?». Prosegue col solo sciopero della fame. Il presidente di Antigone Patrizio Gonnella vede una sentenza «epocale» cui «ne seguiranno centinaia se l’Italia sul carcere non cambia strategia politica».


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