Annuncio di Obama «Non lo chiudiamo»

Loading

Fried aveva assunto l’incarico proprio nel 2009, quando il neoeletto Barack Obama aveva promesso di chiudere Guantà¡namo «in capo a un anno». Se è vero chele restrizioni imposte dal Congresso al trasferimento di detenuti, avevano da subito ostacolato il compito dell’inviato, quest’ultima decisione è il colpo mortale ad ogni possibilità  di chiudere davvero il carcere-lager.
Stando a un comunicato interno al Dipartimento di stato, nessuno prenderà  il posto di Fried, cui stato assegnato l’incarico di coordinatore per le politiche sanzionatorie a carico di Iran e Siria. E l’ufficio di Fried verrà  chiuso, e le sue competenze passeranno all’ufficio dei consiglieri legali del dipartimento di Stato.
La chiusura di un ufficio così rilevante e la mancata sostituzione di Fried stridono in modo sorprendente con gli insistenti annunci – non solo elettorali – della Casa Bianca, che ha sempre rinnovato l’impegno a chiudere il penitenziario di Guantà¡namo Bay, a Cuba. Pochi mesi fa, lo stesso Barack Obama aveva sottoscritto un provvedimento legislativo che apportava ulteriori restringimenti alle pratiche di trasferimento dei detenuti da Guantanà¡mo, in netto contrasto con gli impegni formalmente assunti con gli elettori. Nei giorni scorsi Khalid Shaikh Mohammed e altri quattro detenuti di Guantà¡namo sono pubblicamente comparsi al cospetto di una corte militare. I cinque, ritenuti responsabili dell’attentato alle Torri gemelle dell’11 settembre 2001, rischiano adesso la pena capitale.


Related Articles

Sicilia, “minori e donne assoldati dai caporali appena sbarcati”

Loading

Iovino, coordinatrice del Centro Astalli di Catania: “I ragazzini, essendo minuti e bassi, entrano più facilmente nelle serre-tunnel del ragusano”. La denuncia: “Una donna eritrea è stata violentata dai compagni di raccolta nell”accampamento'”

Rosi: “Ho obbligato l’Europa a guardare Lampedusa e il dramma dei migranti ”

Loading

«Penso a tutti quelli che hanno attraversato il mare per arrivare a Lampedusa e a quelli che non ce l’hanno fatta ». Gianfranco Rosi stringe l’Orso d’oro della Berlinale per Fuocoammare

La fuga interrotta del piccolo Aylan

Loading

Il bimbo morto su una spiaggia turca era un kurdo siriano. La sua meta finale era il Canada, dove avrebbe raggiunto la zia Teema, parrucchiera a Vancouver. In viaggio con la madre Rihan e il fratello maggiore Galip, anche loro vittime del mare. Solo Abdullah, il padre, è sopravvissuto al naufragio

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment