Annuncio di Obama «Non lo chiudiamo»
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Fried aveva assunto l’incarico proprio nel 2009, quando il neoeletto Barack Obama aveva promesso di chiudere Guantà¡namo «in capo a un anno». Se è vero chele restrizioni imposte dal Congresso al trasferimento di detenuti, avevano da subito ostacolato il compito dell’inviato, quest’ultima decisione è il colpo mortale ad ogni possibilità di chiudere davvero il carcere-lager.
Stando a un comunicato interno al Dipartimento di stato, nessuno prenderà il posto di Fried, cui stato assegnato l’incarico di coordinatore per le politiche sanzionatorie a carico di Iran e Siria. E l’ufficio di Fried verrà chiuso, e le sue competenze passeranno all’ufficio dei consiglieri legali del dipartimento di Stato.
La chiusura di un ufficio così rilevante e la mancata sostituzione di Fried stridono in modo sorprendente con gli insistenti annunci – non solo elettorali – della Casa Bianca, che ha sempre rinnovato l’impegno a chiudere il penitenziario di Guantà¡namo Bay, a Cuba. Pochi mesi fa, lo stesso Barack Obama aveva sottoscritto un provvedimento legislativo che apportava ulteriori restringimenti alle pratiche di trasferimento dei detenuti da Guantanà¡mo, in netto contrasto con gli impegni formalmente assunti con gli elettori. Nei giorni scorsi Khalid Shaikh Mohammed e altri quattro detenuti di Guantà¡namo sono pubblicamente comparsi al cospetto di una corte militare. I cinque, ritenuti responsabili dell’attentato alle Torri gemelle dell’11 settembre 2001, rischiano adesso la pena capitale.
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