Berlusconi: ora il condono Monti: è voto di scambio

ROMA — La proposta choc di Silvio Berlusconi sull’Imu scatena una serie di reazioni a catena a cominciare da quella del premier Mario Monti, imprimendo un’escalation nella polemica elettorale. All’accusa di proporre un voto di scambio il Cavaliere replica con la richiesta di dimissioni del Professore da senatore a vita e rilancia l’idea di «un condono tombale nel caso di una riforma fiscale globale», cosa contro cui si scaglia Pier Luigi Bersani in maniera netta. «La differenza tra me e Berlusconi — afferma — è molto semplice: io dico mai più condono». E poi: «Io non ci sto, non vado nei prossimi 15 giorni in giro a promettere il rimborso dei viaggi di nozze»
Voto di scambio
La restituzione della tassa sulla casa? «Se vogliamo è un voto scambio, ma anche un tentativo simpatico di corruzione: io ti compro il voto con i soldi e i soldi sono dei cittadini», dice Monti, che cita poi il caso dell’armatore napoletano Achille Lauro. «Non è la prima volta — ricorda — che qualcuno cerca di comprare il voto degli italiani. Un cinquantennio fa Lauro prometteva un chilo di pasta, oppure dava una scarpa e prometteva l’altra a voto avvenuto». Non solo, incalza il premier: «È la prima volta che qualcuno cerca di comprare in modo scientifico il voto degli italiani con i soldi degli stessi italiani, con i soldi dei buchi di bilancio lasciati da lui. Del resto, Berlusconi è la quarta volta che promette, ma io credo che gli italiani abbiano abbastanza memoria». E poi ricorre al sarcasmo («Neanche nel paese di Alice si poteva sperare di più»), arrivando ad accusarlo di «usura». Insomma, nessun dialogo con lui, mentre con Bersani, argomenta Monti, sarà  possibile dopo le elezioni.
Il Cavaliere replica in due tempi. Dapprima si limita a un «Monti dice tante stupidaggini, se c’è qualcuno in Italia che è credibile questo è il sottoscritto». Poi rilancia la proposta fatta da Angelino Alfano che intimava a Monti di spogliarsi del laticlavio. «Monti deve dimettersi da senatore a vita», dice, illustrandone le ragioni, non solo per non avere rispettato i patti al momento della sua nomina a premier, «ma anche per le accuse che ci ha rivolto, infondate in fatto e aggressive dal punto di vista dell’immagine. Devo dire che ci sono cascato nel considerarlo una persona diversa da quello che è venuto fuori».
Manovra correttiva
Ma le accuse rivolte al Cavaliere, lanciate dal Professore, riguardano anche i possibili effetti economico-finanziari non solo della campagna elettorale di Berlusconi ma anche dell’ipotesi (al momento non molto probabile) che possa tornare sulla tolda di comando. «Se la comunità  internazionale valutasse il programma di questo governo Berlusconi, come si sta verificando, qualche increspatura potrebbe verificarsi», dice Monti, il quale subito dopo chiarisce che cosa significhi «increspatura». «Significa — spiega il premier — un sottile alzarsi di sopracciglio in coloro che esaminano i dati e che poi scrivono i bollettini delle analisi che influenzano gli operatori che influenzano lo spread». E quindi, è il sottinteso, qualora dovesse prevalere lo schieramento del centrodestra potrebbe essere necessario ricorrere a una manovra correttiva, che al momento invece Monti esclude.
Berlusconi, a sua volta, nega di avere lasciato l’Italia sul lastrico («È il più grande imbroglio che hanno detto Monti e i giornali»), torna a sostenere la proposta choc e ribadisce la tesi di essere stato fatto fuori «per una specie di colpo di Stato». «Faremo un accordo con le Poste — argomenta —, ma se uno non vuole andare all’Ufficio postale trasmette al ministero del Tesoro i suoi estremi bancari e il Tesoro fa un bonifico in dieci minuti». Ma contro l’ipotesi di finanziare la restituzione dell’Imu coi proventi derivanti dal concordato fiscale con la Svizzera si scaglia l’ex ministro Giulio Tremonti. «Non parliamo di un tema che non c’è», obietta per poi aggiungere che «l’unica vera copertura è non dare i soldi italiani alle banche tedesche e francesi».
Voti inutili
Infine, il Cavaliere invita Oscar Giannino (Fare per fermare il declino) a ritirare la sua lista perché «i voti dati a quel movimento sono inutili e dannosi». Immediata la risposta di Giannino. «I voti inutili e dannosi — dice — sono quelli dati a lui, al Pd e a Monti. Berlusconi ha sempre detto la stessa cosa per diciotto anni e poi ha fatto l’esatto contrario: più spesa, più tasse, più debito».


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