Dai «compiti a casa» ai ministri copioni Merkel sempre più sola

BERLINO — I ministri passano, la cancelliera rimane. Un po’ meno forte di prima. Lo spettacolo di ieri era andato in scena l’ultima volta in maggio. Affiancato da una pensierosa Angela Merkel, Norbert Rà¶ttgen si presentò ai giornalisti all’indomani della disfatta cristiano-democratica in Nord Renania-Vestfalia, (dove era il capolista della Cdu) per assistere al suo siluramento da ministro dell’Ambiente. La donna più potente del mondo aveva sfiduciato e costretto all’addio un uomo che aveva fallito. In questo caso la partita è stata più complicata, perché con Annette Schavan, 57 anni, l’amicizia è di lunga data e la vicinanza politica risale ai giorni della caduta di Helmut Kohl per lo scandalo dei fondi neri. La permanenza al governo del ministro dell’Istruzione, privata del dottorato dall’Università  di Dà¼sseldorf per aver copiato «sistematicamente e deliberatamente» la tesi in filosofia su «Persona e coscienza» discussa nel 1980, si è rivelata però impossibile da gestire. Nonostante la sua intenzione di vendere cara la pelle. Le dimissioni, richieste con forza dall’opposizione, erano inevitabili. Anche l’opinione pubblica, secondo vari sondaggi, era favorevole a un passo indietro. Molti giornali hanno invece avanzato seri dubbi sul giudizio del consiglio di facoltà .
Che non sia stato un passaggio facile lo dimostrano le parole pronunciate ieri in cancelleria. Forse non completamente sincere, ma attentamente pesate e accompagnate da qualche teso sorriso in più del solito. Soprattutto da parte di Angela Merkel, che ha detto di aver accettato «a malincuore» l’addio di Annette Schavan, della quale ha elogiato il lavoro «per promuovere l’eccellenza» nella ricerca scientifica. «Ringrazio la cancelliera, ti ringrazio cara Angela» ha replicato il ministro. Era emozionata e visibilmente in imbarazzo. «Non ho né copiato né voluto ingannare nessuno» ha aggiunto. Farà  ricorso in appello, ritiene di essere vittima di un errore, ma ha spiegato di aver preferito evitare che la sua vicenda personale avesse conseguenze sulla vita del governo, sul ministero, sul partito.
È la seconda volta che un esponente di primo piano del governo Merkel lascia il suo incarico per un’accusa di plagio. Si potrebbe dire però che quanto è avvenuto in questi giorni rappresenti in realtà  la vendetta postuma di Karl-Theodor zu Guttenberg. Annette Schavan, da ministro dell’Istruzione, aveva definito infatti «vergognoso» che il collega della Difesa fosse stato scoperto ad aver copiato la tesi di laurea. Nessuna indulgenza. E né la cancelliera né la sua fedele compagna di partito (quasi una sorella maggiore, dicono a Berlino, nonostante un anno in meno di differenza) accolsero con particolare dispiacere l’uscita di scena di colui che tutti ritenevano fosse destinato a diventare la nuova stella della politica tedesca. Anzi. Lo dimostrarono alcune immagini passate alla storia. Annette Schavan aveva poi vissuto un altro momento difficile quando la stampa scoprì un anno fa che aveva usato un costoso volo militare per recarsi in udienza da Benedetto XVI.
Il caso Guttenberg ha portato a un’ondata di controlli sulle tesi di laurea dei politici. È diventata quasi una moda. Anche l’europarlamentare liberale Silvana Koch-Mehrin, per esempio, è stata privata del titolo di dottore. Sono nati siti specializzati nel passare al setaccio le dissertazioni universitarie e fu proprio uno di questi a lanciare per primo in estate l’allarme sulla correttezza del lavoro della Schavan. Non ha sicuramente niente da temere, però, la sessantaduenne Johanna Wanka, laureata in matematica, scelta da Angela Merkel per subentrare alla guida del ministero dell’Istruzione e già  responsabile della ricerca scientifica nel Brandeburgo e nella Bassa Sassonia. È un tecnico che ha aderito alla Cdu nel 2001 e il suo curriculum appare a prova di bomba. E i cristiano-democratici non possono permettersi altri incidenti con le elezioni del 22 settembre ormai alle porte.
Paolo Lepri


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