Il mercato autogestito batte la crisi

ATENE. La Grecia si prepara a un nuovo sciopero generale per il 20 febbraio, mentre i conti del governo di Samaras e della troika non tornano per l’ennesima volta. Un nuovo giro di tagli sembra oggi improponibile per la disastrata economia e la società  greca, visto che il governo tripartitico è stato costretto a utilizzare la precettazione per fermare gli scioperi nei mezzi pubblici di Atene e nei porti greci, ma non è riuscito a fermare la protesta e i trentacinque blocchi degli agricoltori che hanno cominciato da lunedì «le camminate di un’ora», per bloccare pacificamente il traffico, e minacciano di utilizzare migliaia di trattori per attuare dei blocchi che taglierebbero la penisola greca in più parti, se il governo continuerà  sulla linea dura.
L’applicazione del «Terzo Memorandum» è il colpo di grazia per l’economia greca. I rappresentanti della troika si ritroveranno il 25 febbraio ad Atene per discutere un altro abbaglio delle loro politiche: le entrate per gennaio evidenziano un nuovo buco di 305 milioni di euro rispetto agli obiettivi prefissati e una flessione del 16% dal gennaio del 2011, a causa del crollo degli introiti dell’Iva del 17% rispetto agli obbiettivi fissati dai cervelloni della troika, che pare abbiano sottovalutato ancora una volta le conseguenze nefaste delle loro politiche sul piano dei consumi e dell’evasione fiscale. Il disastro delle finanze ha fatto evaporare ben presto l’aria trionfante di Samaras, che sostiene di aver strappato fondi per 18,4 miliardi all’Ue per il 2014-2020, nascondendo però che la Ue può trattenere fino al 1% del Pib sull’ammontare dei fondi se la Grecia non centrerà  gli obbiettivi indicati. La recessione sembra sfuggita a ogni controllo, facendo saltare le previsioni delle autorità  greche e internazionali.
Il governo di Samaras ingaggia una nuova gara contro il tempo per garantire il pagamento della prossima tranche di debiti, mentre la troika pretende che il parlamento greco voti nei prossimi giorni il nuovo programma aggiornato di lacrime e sangue, che è stato presentato venerdì in parlamento. Intanto il premier viene travolto dal primo grande scandalo che riguarda direttamente lui, il suo partito e il suo governo. Dopo la decisione del parlamento greco di indagare sulle relazioni dell’ex ministro delle Finanze, il socialista Papakonstantinou, per la manipolazione della «Lista Lagarde», meglio conosciuta in Italia come «Lista Falciani». Nuovi sospetti ricadono oggi sullo stesso Samaras, visto che il suo stretto consigliere Papaspyrou collaborava con il fund Capital Management Advisors, che dietro un possibile prestanome ha trasferito all’estero 550 milioni di euro per finire nella famigerata lista.
Violenze ritoccate con photoshop
Il continuo aumento della disoccupazione, il nuovo taglio delle pensioni, la precettazione dei lavoratori della metropolitana e dei tram di Atene, dei portuali e della gente di mare, il nuovo tsunami della pressione fiscale, la repressione contro i centri sociali occupati, i visi sfigurati e ritoccati con photoshop dei giovanissimi anarchici dei Nuclei del Fuoco, selvaggiamente picchiati dalla polizia per una doppia rapina per finanziare azioni terroriste, hanno aiutato Syriza a sorpassare di poco la Nuova Democrazia. Secondo il sondaggio della Public Issue per conto del canale televisivo Skay e del giornale Kathimerini Syriza prende il 29%, mentre Nd arretra al 28,5%. Alba Dorata ha consolidato ormai in tutti i sondaggi degli ultimi mesi la sua posizione di terzo partito con l’11,5%, seguono i Greci Indipendenti con l’8%, i socialisti del Pasok con il 7%, la Sinistra Democratica con il 6% e i comunisti del Kke con il 5,5%.
Il consolidamento di Alba Dorata rappresenta un fatto preoccupante, perché mostra anche l’insensibilità  dei suoi presunti elettori di fronte agli ultimi assassini di immigrati, gli accoltellamenti di stranieri e di greci, il clima di terrore e violenze instaurato, la visita dei neonazisti tedeschi nel parlamento greco. D’altra parte l’opposizione contro i neonazi diventa più organizzata e coinvolge le società  locali, come per esempio nel caso della protesta e del corteo a cui hanno dato vita più di duemila persone sabato scorso nel quartiere popolare e degradato di Amplelokipoi, nel centro di Atene, contro l’apertura di una sede di Alba Dorata; o la manifestazione e il corteo di altre duemila persone domenica nel quartiere “bene” di Palaio Faliro contro l’accoltellamento al viso di uno studente delle medie da parte dei neonazi. Intanto Alba Dorata prepara già  la sua candidatura, come sindaco di Atene, del deputato picchiatore Kassidiaris.
Parallelamente cresce una silenziosa ma dura opposizione sociale con la moltiplicazione delle forme autogestite nei quartieri delle grandi città  e nuove forme di cooperativismo nelle campagne. A Salonicco quaranta lavoratori della Biome, un’azienda che produce materiali per la costruzione, hanno occupato lo stabilimento e hanno dato vita alla prima esperienza di un’azienda autogestita dai lavoratori associati in forma cooperativa, con l’appoggio dei sindacati e dei partiti di sinistra e trascurando ogni legislazione. Perfino ai quartieri altolocati di Palaio Faliro e Nea Smirni l’associazionismo e le Assemblee Popolari, due forme di autogestione che sono nate e cresciute dalle lotte di piazza Syntagma, hanno spiazzato i grandi distributori trasformando i mercati senza intermediari in vere forme di approvvigionamento di alimenti. A Nea Smirni l’Assemblea Popolare ha distribuito a più di tremila persone, acquistandoli direttamente dai produttori e senza intermediari, più di 45 tonnellate di alimenti di ottima qualità  e a bassissimo prezzo, battendo qualsiasi previsione e record.
Nel momento in cui cominciano i primi processi contro gli attivisti del movimento «Non Pago», colpevoli di aver alzato le barriere autostradali lasciando passare le auto senza pagare il pedaggio, aumentano le proteste davanti alle agenzie del fisco, dove gli attivisti affiggono al muro inviti a non pagare le ingiuste tasse sulle case. Stournaras, il controverso ministro delle Finanze, ha ammesso che il 50% della popolazione non pagherà  le imposte sulla casa per il 2012. Perfino il santo cattolico e poco conosciuto in Grecia, San Valentino, ha fornito l’occasione per nuove forme di protesta. «Ama il fisco, ma tieniti i soldi per i tuoi bisogni» è lo slogan che guida un nuovo assedio delle agenzie fiscali da parte edgli attivisti di Assemblee Popolari nel giorno degli innamorati. Intanto Deh, l’Enel greca, fa presente che la gente ha rubato corrente elettrica per 40 milioni di euro nel 2012, quattro volte di più che nel 2011, utilizzando anche elettricisti professionisti per manipolare i contatori.
Salvatori della patria
Sondaggi a parte, il governo di Samaras sembra rappresentare l’ultima trincea del neoliberismo greco e della troika, visti gli inutili tentativi di creazione di nuovi partiti o del rafforzamento della maggioranza con l’aiuto delle televisioni e dei giornali di armatori, costruttori e banchieri. Il distruttore della Sanità  pubblica Loberdos ha fatto un inutile tentativo per creare un partito in sostituzione del Pasok, che deve affrontare un difficile congresso, mentre il tentativo di presentare un partito di “tecnici” e “salvatori della patria” con Papadimos in testa è fallito ancor prima di nascere a causa della scarsissima, se non inesistente, popolarità  del presunto capo popolo.
Intanto la Sinistra democratica continua a perdere pezzi: sabato scorso Nefeloudis, il leader dell’opposizione di minoranza Rete di Sinistra, ha lasciato il partito perché contrario alla partecipazione di Sinistra Democratico a un governo che distrugge il paese. Il padre padrone di Sinistra Democratica Koubelis aveva già  espulso dal suo gruppo parlamentare le voci scomode di Boudouris e Moutsinas, mentre un altro deputato, Mixelogiannakis, se ne era andato per conto suo.
Odiose espulsioni a sinistra
La “censura politica” pero riguarda anche Syriza, che ha allontanato Theodoridis, il portavoce del partito nella Commissione Diritti in parlamento. Il noto attivista, uno dei rari obiettori di coscienza greci, provocatoriamente o no, aveva sostenuto su Facebook che il nome corretto di un isolotto greco era quello con il quale lo rivendica la Turchia, scatenando l’ira dei nazionalisti greci. Per la prima volta Syriza, nel trasformarsi in un partito unitario, diventa consapevole che dovrà  fare i conti con uno statuto che potrà  prevedere anche le odiose espulsioni.
Nel frattempo gli ultimi scioperi nei trasporti sembra che abbiano portato il governo ad affrettare il suo disegno di limitare il diritto di sciopero. Il ministro del Lavoro Broutsis vuole aprire subito trattative con le parti interessate per elaborare una nuova legge in tal senso. Scatenando perplessità  nel Pasok e nella Sinistra Democratica, oltre alla ferma reazione di Syriza e Kke.
In sostanza Nuova Democrazia teme una nuova ondata di proteste dopo la scadenza (ieri) di 42 contratti di settore, che possono portare a una nuova forbice dei salari, fino al 30%, per seicentomila lavoratori. Già  nell’ultimo anno quasi 1,2 milioni di lavoratori del settore privato sono stati constretti a firmare contratti individuali in sostituzione dei contratti settoriali o collettivi, di fatto aboliti. I sindacati sostengono che fino alla fine dell’anno l’80% dei lavoratori nel settore privato sarà  costretto a firmare contrati individuali o a livello di impresa, visto che alla fine di marzo scade anche il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Lo stipendio minino si era ridotto l’anno scorso del 22% e del 32% per i giovani sotto i 25 anni, assestandosi a 586 euro.

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Sprofonda il Pil: -12% nel 2012 Disoccupazione record al 27%

La Grecia precipita sempre più nel baratro. Nel quarto trimestre del 2012 il paese ellenico ha registrato il calo più forte del Pil su base annua tra i paesi dell’Unione Europea: -12 per cento. Anche il tasso di disoccupazione ha inanellato un nuovo record, portandosi al 27 per cento nel mese di novembre dal 26,6 per cento rivisto di ottobre, secondo i dati dell’ufficio di statistica del paese Elstat. Il livello della disoccupazione greca è più del doppio della media della zona euro (11,7% a novembre), con il mercato del lavoro tenuto sotto pressione dalla recessione innescata dalle misure di austerità . L’ultima protesta in ordine di tempo è quella degli agricoltori greci, arrivati al sedicesimo giorno consecutivo di manifestazioni – con blocchi di strade e autostrade ogni giorno dalle 14 alle 15 – dopo aver respinto le proposte del governo. Il blocco stradale organizzato a Lamia, nella Grecia centrale, è degenerato in scontri con la polizia che hanno portato a 11 arresti tra i manifestanti. Due agenti e tre dimostranti sono stati feriti. Tra le richieste avanzate c’è quella di ridurre del 50% le tasse sui carburanti: il costo della benzina in Grecia è molto elevato, attorno a 1,75 euro al litro. Dato che cozza con redditi in continua contrazione. Per quanto riguarda la recessione, invece, fra i Paesi Ue del Mediterraneo, fanalini di coda su base annua sono Portogallo (-3,8%), Cipro (-3%) e Italia (-2,7%).


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