Dov’è l’autorizzazione per i 12 elicotteri dell’Agusta all’India?

Una faccenda per la quale la procura di Busto Arsizio ha disposto il mese scorso due ordinanze di custodia cautelare: il carcere nei confronti del presidente e amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi e i domiciliari per l’amministratore delegato di Agusta Westland, Bruno Spagnolini.

Solo nei giorni scorsi, però, il governo indiano ha ricevuto dalla Farnesina una prima parte della documentazione relativa al caso delle presunti tangenti. Secondo l’emittente indiana Cnn-Ibn, “il governo italiano ha ceduto, mandando una prima parte di documenti all’India sulla vicenda degli elicotteri”. “La questione – si chiede la tv indiana – è ora di sapere se anche il governo indiano ha ceduto sul tema dei marò ed ha permesso loro di restarsene a casa con il sospetto di omicidio dei due pescatori”. Al di là  delle questioni di cui si sta occupando la magistratura, la commessa dei 12 elicotteri Agusta Westland solleva più di un interrogativo sull’efficacia degli strumenti di controllo a disposizione del Parlamento: a cominciare dalla Relazione annuale della Presidenza del Consiglio.

 L’affare da 560 milioni di euro: dov’è l’autorizzazione?

Nel marzo del 2010, Finmeccanica e la controllata Agusta Westland emettevano un comunicato nel quale annunciavano che AgustaWestland “si è aggiudicata un contratto del valore di 560 milioni di euro da parte dell’Aeronautica Militare Indiana per la fornitura di 12 elicotteri AW101 per il trasporto governativo”. Il comunicato evidenziava ripetutamente che il contratto era stato siglato “dall’Aeronautica Militare Indiana”. Si tratterebbe, quindi, di un contratto sottoposto ai vincoli della legge 185 del 1990 che regolamenta le esportazioni di materiali e tecnologie militari. E come tale avrebbe dovuto essere autorizzato dal governo e puntualmente riportato nella Relazione annuale della Presidenza del Consiglio.

Invece, né il Rapporto del Presidente del Consiglio né la più ampia Relazione al Parlamento riportano autorizzazioni di quel valore per esportazioni di sistemi militari verso l’India nel 2010. In quell’anno, infatti, il governo Berlusconi avrebbe autorizzato ad Agusta Westland un totale complessivo di esportazioni mondiali per circa 541 milioni di euro (si veda p. 27 del Rapporto) ma le autorizzazioni a tutte le ditte esportatrici militari italiane che riguardano l’India superano di poco solo i 147 milioni di euro (si veda p. 28 del Rapporto). Anche la Tabella che dovrebbe permettere di conoscere più in dettaglio i materiali di cui è autorizzata l’esportazione riporta per l’India un valore complessivo di 147.486.601 euro da attribuirsi però a 67 autorizzazioni (si veda Tabella 15, in .pdf). Gli allegati alla Relazione predisposti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’anno 2010 non riportano alcuna autorizzazione ad Agusta con destinatario l’India (si veda qui nella Relazione Annuale – Anno 2010 – Volume II pp. 706-736). In breve, nel 2010 non c’è traccia nelle Relazioni ufficiali del governo Berlusconi di autorizzazioni consistenti per esportazioni di elicotteri Agusta all’India.

 Un’autorizzazione nel 2011 c’è, ma è per soli 196 milioni

E anche volendo ammettere qualche ragione per un ritardo nel riportare l’autorizzazione, il Rapporto del Presidente del Consiglio (Monti) pubblicato nel 2012 relativo alle autorizzazioni rilasciate nel 2011 segnala autorizzazioni verso l’India per un valore complessivo di poco più di 259 milioni di euro (si veda tabella 4 nel Rapporto in .pdf): siamo quindi lontani dai 560 milioni di euro del contratto diramato da Agusta e Finmeccanica.

L’allegato alla Relazione predisposto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) per l’anno 2011 riporta però una autorizzazione ad Agusta con destinatario l’India: ma il valore è di soli 196.671.236 euro (si veda qui nella Relazione Annuale – Anno 2011 – Volume III – l’autorizzazione MAE 21997). Ora – e si ponga attenzione – nella Relazione del Ministero degli Esteri per l’anno 2011 figura ad Agusta S.p.A un’autorizzazione del medesimo valore (196.671.236 euro) relativa a 12 “Kit” per “Aeromobile EH 101 Utility” (si veda nella Relazione Annuale – Anno 2011 – Volume I, p. 217). Questa autorizzazione, di cui non è specificato il paese destinatario, è l’unica che corrisponde per valore a quella di cui l’allegato del MEF specifica come nazione destinataria l’India. Ma è di molto inferiore alla commessa annunciata da Finmeccanica e dalla Agusta Westland per i 12 elicotteri AW101. (La dicitura AW o EH non è dirimente: AW corrisponde ad Agusta Westland, mentre EH sta per European Helicopter, una dicitura usata fino al 2007 per i medesimi elicotteri: si veda qui e qui).

In sintesi: mentre il contratto firmato nel marzo del 2010 da Agusta Westland con l’Aeronautica Militare Indiana è del valore di circa 560 milioni di euro, le autorizzazioni rilasciate dai governi Berlusconi e Monti negli anni 2010 e 2011 per forniture di elicotteri all’India superano di poco i 196 milioni di euro. Un’ampia differenza che spetterebbe ai due governi che hanno firmato le Relazioni della Presidenza del Consiglio spiegare e giustificare in dettaglio. La domanda è semplice: al Parlamento e alle associazioni della società  civile sono state fornite tutte le informazioni riguardanti l’autorizzazione e il contratto con l’India che ai sensi della legge vigente andrebbero riportate? Le discrepanze sono notevoli e non possono passare inosservate. Se si vuole davvero prevenire la corruzione il primo passo da parte degli organi governativi sta nel fornire al Parlamento e ai cittadini informazioni complete e chiare. Un punto che il prossimo governo farebbe bene a mettere subito in agenda.

Giorgio Beretta


Related Articles

I candelotti lacrimogeni israeliani sono diventati un’arma letale

Ramallah / ANCORA UN PALESTINESE UCCISO DAL GAS «CS» 
BEIT SAHOUR. L’esercito israeliano ha mirato e colpito a morte Mustafa Tamimi, 28 anni, durante la manifestazione pacifica contro il Muro di venerdì scorso a Nabi Saleh, nei dintorni di Ramallah.

Armi ai kurdi, il fantasma libico

I kurdi e l’avanzata dell’Isis non c’entrano niente con l’invio di quelle armi. C’entrano invece le stel­lette Nato/belliche che la mini­stra Moghe­rini deve gua­da­gnarsi per la corsa al dub­bio onore di gui­dare le nuove avven­ture umanitario-petrolifere dell’Unione Euro­pea e, insieme, un grosso favore da fare a Ber­lu­sconi per evi­tare a lui e all’Italia una pos­si­bile con­danna Onu per la Libia

La ministra della Difesa Trenta: «Non compriamo più F35 Ma tagliare può costare di più»

Armi. L’annuncio in tv della ministra che vuole «analizzare». Civati: «Ma non ci sono penali»

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment