“Fermate la strage di cuccioli” La crociata contro le volpi che fa infuriare gli animalisti

FIRENZE — «Non uccidete le volpi nelle loro tane, sarà  una strage di cuccioli». Gli animalisti sono partiti all’attacco della Provincia di Siena e del suo programma di
controllo del predatore imparentato con il cane che partirà  dal primo aprile. Le armi utilizzate sono un mail bombing che ha già  inondato di messaggi l’assessorato alla Caccia e al turismo, una denuncia penale e una campagna firmata da una serie di personaggi della cultura e dello spettacolo le cui adesioni vengono raccolte in questi giorni. In più c’è stata un’interrogazione in Regione Toscana da parte di Sel. «Si sta per mettere in atto una barbarie — dicono dalla Lav — Una caccia feroce che porta i cani a sbranare i cuccioli di volpe che restano nelle tane dopo che la madre è scappata. Si configura anche il maltrattamento di animali». Ieri si è schierato anche il Wwf, che boccia incondizionatamente «una pratica ingiustificata dal punto di vista scientifico, inaccettabile dal punto di vista etico, dannosa per la specie oggetto di prelievo e di disturbo per il resto della fauna selvatica in periodo riproduttivo».
L’assessore alla Caccia della Provincia di Siena, Anna Maria Betti, si difende con vigore. «È una vicenda strumentalizzata dagli animalisti, che da anni perdono i ricorsi che presentano contro di noi. È successo anche nel gennaio scorso. Seguiamo un protocollo dell’Ispra (Istituto per la protezione e la ricerca ambientale, ndr), che ci fa i piani di controllo delle specie. Le volpi da abbattere quest’anno sono 500, circa 200 in più dell’anno scorso». Tra le specie tenute sotto controllo con abbattimenti perché ritenute dannose per l’ambiente, le colture e anche gli altri anima-li, ci sono i cinghiali, le nutrie, i caprioli, i porcospini. «La volpe è un predatore e danneggia la fauna», insiste Betti, «è tra i responsabili della diminuzione della piccola selvaggina stanziale, come il fagiano e la lepre. La Provincia è persegue una logica di biodiversità , che non si raggiunge, come sostiene qualche fondamentalista, perché la natura si regola da sola, ma perché lavoriamo per assicurare equilibrio tra le specie. In questo campo siamo ai vertici a livello nazionale». Gli abbattimenti in tana a Siena vengono fatti da tre anni e sono molte altre le province italiane a stabilirli. I sistemi per eliminare le volpi sono tre: le trappole e la caccia con fucile, utilizzati tutto l’anno, e appunto l’abbattimento in tana, autorizzato dal primo aprile al 31 luglio. I cani stanano le volpi, poi i cacciatori sparano. «Ma capita che i cani sbranino i cuccioli rimasti», attaccano dalla Lav. Il responsabile del settore caccia e fauna selvatica dell’associazione, Massimo Vitturi, spiega: «Da anni facciamo ricorsi in tutte le provincie. Ora partiremo con una denuncia contro gli amministratori e i cacciatori senesi per maltrattamento e uccisione». Il Wwf accusa la Provincia di voler favorire le doppiette: eliminare le volpi vuol dire far aumentare gli esemplari di specie tradizionalmente nel mirino delle associazioni venatorie.
Sabato prossimo a Siena, davanti alla Provincia, ci sarà  un presidio animalista a cui parteciperà  anche l’Enpa, che a sua volta attacca: «La colpa delle volpi è quella di essere un “competitor” delle doppiette». L’assessore Betti va per la sua strada: «Mi hanno anche chiesto di sterilizzare le volpi. Bene, invito le centinaia di persone che hanno inviato mail di protesta a darci una mano. Abbiamo bisogno di volontari per il lavoro sulla fauna. E comunque, chi ha a cuore la salute degli animali per favore non venga a dare lezioni alla Provincia di Siena».


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