Cuochi, scrittori, idraulici ecco la banca online per prestare un’ora di talento

È cominciato tutto con una vecchia agendina Moleskine appesa nell’atrio di un condominio di Bellinzona. La signora Luisa aveva acquistato un nuovo televisore ma aveva bisogno di qualcuno che l’aiutasse a sintonizzare i canali e ha lasciato il suo messaggio. Il signor Giulio l’ha letto ed ha suonato alla porta della signora Luisa. In un’ora di lavoro la nuova tv era sintonizzata. Come restituire quell’ora perduta? La signora Luisa sapeva cucinare ottime torte alla frutta. In un’altra oretta di lavoro ne ha preparate due per il signor Giulio.
Cortesia? Scambio? Solidarietà ? Tutte e tre, ma anche qualcosa di più che appartiene alla tradizione svizzera e che si chiama “banca del tempo”. Accadeva già  nel passato: ognuno metteva a disposizione della società  un po’ della sua settimana. L’agendina di condominio ha dato un codice a questa tradizione. Internet ha dilatato
all’infinito la rete di rapporti. I social network hanno costruito la comunità  che ora si chiama “Time Republik”, la repubblica del tempo.
Karim Varini, 40 anni, di Lugano, laurea alla Bocconi, moglie italiana di Rovigo, consulente e analista di finanza, è il suo inventore e fondatore. L’idea arriva, guardando un giorno alla tv un servizio sulla banca del tempo e la storia dell’agendina di quel condominio di Bellinzona. Così, Karim insieme al suo amico Gabriele Donati, 38 anni, di Lugano, grafico, ma soprattutto jazzista professionista residente a New York danno vita al progetto: tre ingegneri softwaristi di Padova ne costruiscono il modello matematico, che portano a Massimo Marchiori, l’inventore dell’algoritmo di Google, il quale trasforma il concetto di banca del tempo contenuta in quella vecchia Moleskine nel motore di Time Republik.
In due mesi ha raccolto duemila utenti in continua espansione sulla rete. Dal canton Ticino a macchia d’olio, il network si è allargato nella vecchia Europa ed ha attraversato l’Atlantico.
A New York, per esempio, John Julian, “motivator-personal trainer”, racconta di essere arrivato a lavorare nel campo del fitness attraverso un percorso personale e corporale compiuto per liberarsi dall’obesità . Questo è ora il suo lavoro ma anche il talento che mette a disposizione degli altri. «Time Republik è un luogo in cui le persone lavorano insieme per ottenere cose di cui hanno bisogno. In questo c’è l’anima di New York».
Ana Adlerstein, giovane avvocato per i diritti umani, fund raising per l’istruzione scolastica dell’isola keniota di Mfangano, cercava un esperto blogger che l’aiutasse.
Un amico di San Francisco le ha suggerito Time Republik perché «abbatte le barriere tra gli esseri umani e garantisce un modo sano di connettersi con gli altri».
Varini ci spiega che hanno individuato 250 talenti, suddivisi in 12 categorie. Tra cui: designer, artisti, compositori, scultori, attori, musicisti, blogger, scrittori, pr, fotografi, baby sitter, badanti, infermieri, tecnici di computer, programmatori, stylist, sommelier, chef, traduttori, architetti, storici, psicologi, ingegneri, university tutor, istruttori di guida, elettricisti, idraulici, dog sitter, collezionisti, dj, wedding planner, guardie del corpo, insegnanti di yoga e tai chi, guide turistiche, assicuratori, autisti…
L’unità  di scambio è “l’ora”: più ore accumulo e più potranno essere utilizzate per chiedere nuovi favori ad altri iscritti. Oltre al metro di valutazione sul piano professionale, ampio spazio è dato al profilo umano: gentile, educato, comprensivo, paziente… Più riconoscimenti professionali e umani ottengo, più è facile essere richiesti. «Noi siamo convinti che ognuno abbia il suo talento e molto spesso non corrisponde all’impiego ufficiale». Time Republik offre la possibilità  di esprimere quel talento inespresso. Ma attenzione: non stiamo in un sito di perditempo e nemmeno di condivisione di hobby. Varini e i suoi soci (una quarantina) sono molto più ambiziosi. Cita Seneca: “Il tempo è la risorsa più scarsa che abbiamo”. Il tempo è, anche, una moneta di scambio. Io do un’ora a te e tu mi restituisci un’ora del tuo tempo. Come la signora Luisa e il signor Giulio. In questa costruenda repubblica del tempo ognuno ha anche la sua valutazione costituita dall’apprezzamento che gli altri fanno del modo in cui ha messo a disposizione il suo tempo e l’ha impiegato. Ognuno ha il suo profilo, “non autoreferenziato”, dice Varini, perché costituito dal giudizio degli altri. Attendibile? «Sì perché la gente non è stupida. Io sto al computer (allora un Commondore 64) da quando ho 7 anni e so come funziona: in rete i giudizi falsi ed esagerati durano poco».
L’ambizione è quella di formare una vera e propria «repubblica digitale meritocratica» e diventare il principale social network globale dedicato a questa metodologia relazionale tra utenti. Time Republik racconta una delle tante evoluzioni dei social network, ma è anche di più. È segno di questi tempi di crisi: la propensione delle persone ad associarsi e ad auto organizzarsi si accelera mentre aumenta in modo esponenziale l’insofferenza generale per il modo in cui sono distribuite le risorse. Varini dice che la maggior parte dei contatti in Europa viene da Grecia e Spagna, dove l’occupazione giovanile è ai minimi. In questa Time Republik virtuale c’è tanto delle nostre repubbliche per nulla virtuali, ma nemmeno virtuose.


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