«Grazia atto di sudditanza»

Ad affermarlo, ieri, è stato il segretario del Prc Paolo Ferrero per il quale «siamo alla corresponsabilità  con la peggiore violazione dei diritti umani fatta in nome della libertà  e della lotta al terrorismo». Graziare chi ha rapito un cittadino in modo da poterlo portare in un paese in cui fosse legale la tortura è un atto vergognoso, indegno di un presidente della Repubblica che dovrebbe essere il garante della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza», ha concluso Ferrero. Le parole del segretario di Rifondazione comunista sono però le uniche critiche arrivate dalla politica alla decisione di Napolitano di graziare Romano.
Un imbarazzante silenzio ha caratterizzato invece il Pd che evidentemente in questo momento preferisce evitare polemiche con il Quirinale. Espressioni di piena soddisfazione, invece, dal centrodestra. Valga per tutti quanto detto da Renato Brunetta, che ne ha approfittato per solidarizzare con Niccolò Pollari, l’ex direttore del Sismi condannato a 10 anni per il rapimento dell’ex imam di Milano. «Bene ha fatto il capo dello Stato a concedere la grazia al colonnello Romano», ha detto il capogruppo Pdl alla Camera. «Questo atto simbolico rende ancora più amara e scandalosa l’ingiustizia di cui è vittima il generale Pollari, innocente e senza possibilità  di difendersi, condannato da una giustizia matrigna che non ha voluto prendere atto delle dichiarazioni di tre presidenti del consiglio e della sentenza della Corte costituzionale».


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