Rom in “fuga” dall’Italia: 5 mila in dieci anni verso Francia, Germania e Paesi Bassi
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ROMA – Negli ultimi dieci anni, circa 5mila rom hanno lasciato il Sud Italia per andare in altri Paesi europei. Hanno abbandonato campi spesso fatiscenti e isolati, in alcuni casi anche casa, per andare a vivere in Francia, Germania, Olanda e Belgio dove hanno trovato sussidi e uno welfare più accogliente. È quanto sostiene Massimo Converso, presidente nazionale dell’Opera nomadi. Secondo Converso sono i rom kosovari e macedoni ad aver deciso di lasciare le regioni del Meridione, soprattutto Sicilia, Calabria, ma anche Puglia e Campania. Chi resta, oggi vive per lo più in appartamenti, come la gran parte dei rom kosovari presenti nel nord Italia, mentre i loro campi si sono svuotati negli anni nel silenzio e lontano dai clamori. “Non meno del 70 per cento di loro – racconta Converso – oggi si trova in Francia, Germania e Paesi bassi, pochi invece in Inghilterra e nei paesi nordici. Tutto questo movimento è avvenuto col terzo millennio quando ormai s’è fatta definitiva l’impossibilità per loro di ritornare in Kosovo e in Macedonia. C’è stata una tendenza generalizzata a lasciare l’Italia e oggi sono inseriti perfettamente nello stato sociale di altri paesi europei e vivono in casa”.
Ad aver notato maggiormente questa fuga silenziosa alcune città siciliane, ma anche calabresi. “A Crotone erano in un campo fuori dalla città – spiega Converso – dove realizzarono anche una moschea, ben fatta e ancora oggi intatta. In pochi giorni, però, il campo è scomparso. A Paternò è successo lo stesso, e la stessa cosa è avvenuta a Messina. In poco tempo le comunità di sono dissolte. A Messina sono rimaste solo 13 famiglie di rom kosovari, a Paternò ne sono rimaste 7 in case affittate, mentre i residenti dei due campi di Paternò si sono trasferiti tutti all’estero: solo a Paternò se ne andarono in 400. A Barcellona Pozzo di Gotto, invece, c’erano 42 famiglie e oggi non ci sono più”. Stessa sorte per alcuni rom in Puglia. “Fino al ‘95 ad Altamura c’era un campo di rom kosovari – afferma Converso -. Oggi il campo è scomparso e la stragrande maggioranza di loro è in Francia, Germania, Belgio e Olanda. Altri vivono in case affittate e alcuni di loro hanno anche delle imprese edili”.
Ad andar via, però, sono soprattutto quelli che vivono nei campi, secondo Converso circa il 70 per cento di loro. Migrazioni che hanno cambiato, anche se di poco, la geografia della comunità rom presente nell’Italia meridionale. Nel Sud Italia, spiega Converso, “ci sono circa 75 mila rom, di cui 40 mila rumeni e bulgari, anche se l’Unar non accetta questa cifra, altri 10 mila sono rom jugoslavi. Tuttavia, l’Italia resta un paese a bassa presenza rom”. La tendenza ad andar via dall’Italia, però, non si è fermata e continua ancora oggi. “Alcuni mi chiamano per dirmi che all’estero si sta meglio – racconta Converso -. Ma c’è da dire anche che in Francia e Germania spesso non c’è vera integrazione, come avviene per esempio in Belgio con le botteghe artigianali. In questi paesi non pagano la casa spesso vivono di sussidi statali. Non è che sia poi così positivo”. (ga)
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