Il manifesto Hollande «Governo economico per i Paesi dell’euro»

PARIGI — Nella conferenza stampa semestrale all’Eliseo, davanti a 400 giornalisti, Franà§ois Hollande stila il bilancio non facile del primo anno di presidenza e soprattutto annuncia la svolta dell’anno II, quello della fase «offensiva»: innanzitutto con una nuova iniziativa europea che prevede «unione politica entro due anni» e un «governo economico europeo».
È un cambiamento radicale nella politica della Francia. Rinnovando una tradizione nazionale osservata da De Gaulle in poi, Hollande finora si era sempre dimostrato restio a seguire la Germania nelle sue proposte di rafforzamento europeo a livello politico: i collaboratori dell’Eliseo spiegavano che c’erano prima da prendere misure urgenti per salvare l’euro, e che i solenni discorsi tedeschi sugli Stati Uniti d’Europa sembravano più che altro un modo per evitare questioni più concrete (dagli eurobond all’unione bancaria). La formula «unione politica» era sempre stata bandita dai discorsi di Hollande, a vantaggio di una più fumosa «integrazione solidale».
Stavolta invece la Francia sembra voler vedere le carte della Germania: davvero siete pronti all’Unione politica? Anche noi. In apertura del suo discorso, Hollande ha detto che «il mio dovere è fare uscire l’Europa dal suo stato di prostrazione e ridurre la disaffezione dei popoli, che non può che compromettere il futuro stesso dell’Unione europea». Vedremo nei prossimi giorni quali conseguenze avrà  il suo annuncio, e se davvero erano le reticenze francesi a frenare il processo di integrazione.
Il presidente francese ha identificato quattro punti: 1) «Instaurare con i Paesi della zona euro un governo economico che si riunirà  tutti i mesi intorno a un presidente previsto per questo solo incarico». Tale governo dovrebbe affrontare le principali decisioni di politica economica, armonizzare il Fisco e le politiche sociali e lottare contro l’evasione fiscale (il 16 agosto 2011 già  Merkel e Sarkozy proposero con scarsa convinzione un governo economico europeo, rimasto lettera morta, ndr).
2) «Un’azione europea rivolta alle generazioni future con un piano per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro». Hollande propone di utilizzare subito i 6 miliardi di euro, senza aspettare come previsto il 2014, per sostenere «tutti i giovani d’Europa che oggi fanno fatica a trovare lavoro». Hollande chiama poi l’Europa a definire una nuova strategia di investimenti, «in particolare per le nuove industrie e le tecnologie della comunicazione».
3) «Una comunità  europea dell’energia per coordinare gli sforzi in particolare nelle energie rinnovabili». Vecchia proposta di Jacques Delors, la comunità  europea dell’energia punta a ridare slancio all’Unione ripercorrendo il processo che negli anni Cinquanta rappresentò l’inizio dell’avventura europea, ossia la messa in comune di carbone e acciaio nella Ceca.
4) «La Francia è disposta a dare contenuto a una nuova unione politica». Hollande l’ha definita una «urgenza europea» e ha avanzato un arco di due anni per raggiungerla, aggiungendo che «la zona euro deve dotarsi di un bilancio comune e essere in grado di prendere soldi in prestito», una riedizione degli eurobond auspicati da Roma e Parigi e che finora hanno sempre sbattuto contro l’opposizione categorica di Berlino.
Nella parte riservata alle domande, il Corriere ha chiesto a Hollande quali saranno i passi concreti per arrivare all’unione politica, e se di questa apertura avesse parlato con il premier italiano Enrico Letta — favorevole a una federazione europea — in occasione della sua recente visita a Parigi. Il presidente francese è rimasto vago quanto al calendario della realizzazione; ha poi confermato il «pieno accordo» con Letta, aggiungendo di avere parlato con lui in particolare del secondo punto del piano, quello che riguarda il lavoro dei giovani.


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