«I fondi ci sono, ora le scelte» Il Tesoro prepara il conto

ROMA — Alcuni ministri sono rimasti spiazzati. Avevano capito diversamente: l’accelerazione sembrava il frutto di un decreto pronto e invece il testo deve ancora essere ultimato. Non c’era sul tavolo una bozza, o una traccia di articolato, solo un riassunto dei contenuti del provvedimento che verrà , ma per il quale occorrerà  attendere ancora qualche giorno.
Il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ha chiesto più tempo: il suo nuovo capo di gabinetto, Daniele Cabras, si è insediato da poche ore, le coperture ci sono ma non sono pienamente definite, gli impegni istituzionali, anche del ministro, non hanno consentito quegli approfondimenti che ancora vanno fatti.
Alla fine, dopo una lunga riunione fra il capo del governo, Angelino Alfano, e appunto Saccomanni, si è deciso di annunciare solo l’accordo politico, chiarire che non c’è alcun ostacolo alla sospensione dell’Imu, così come al rifinanziamento della cassa integrazione. Tocca attendere ancora un po’ (anche per l’abolizione dello stipendio dei ministri, se in aggiunta all’indennità  parlamentare), ma il merito non è in discussione, è condiviso da tutti i membri dell’esecutivo.
La decisione ha però consentito al Pdl e a Berlusconi di dirsi soddisfatti e al capo del governo di dare un segnale tangibile dell’irreversibilità  di due dei punti del programma annunciato in Parlamento. «Si è deciso di decidere», ironizzano nello stesso esecutivo, ma evidentemente, per i delicati equilibri politici che tengono insieme la maggioranza, era quello che serviva.
La riunione fra i tre ha fatto slittare l’inizio del Consiglio dei ministri di oltre un’ora. È toccato a Letta fornire un quadro dettagliato dello stato dell’arte, poco dopo lo stesso ministro dell’Economia ha lasciato Palazzo Chigi e ha annunciato in tv, nel corso di un’intervista, che ci vorranno comunque 100 giorni per riformulare tutta la materia della tassazione sulla casa e che forse già  domenica prossima, prima del ritiro informale del governo in un’abbazia toscana, potrebbe arrivare l’atteso provvedimento.
Anche nello staff del capo del governo viene rimarcato che non c’è un problema di coperture, ma solo la necessità  di avere più tempo perché gli uffici del ministero dell’Economia facciano verifiche e conti opportuni. C’è da aggiungere che Imu e cassa integrazione non sono svincolati da altre decisioni che potrebbero essere prese nelle prossime settimane, a cominciare dal nodo degli esodati, sul quale preme il Pd.
Lo stesso Letta, dopo aver illustrato i risultati del suo recente tour europeo e gli obiettivi dell’Italia ai prossimi Consigli di Bruxelles (aggiungendo che mercoledì prossimo sarà  in Polonia), ha messo l’accento sul vertice di maggioranza che si svolgerà  stamane: l’assetto sarà  quello della riunione a tre di ieri pomeriggio (Letta, Alfano e Saccomanni), ma allargata ai capigruppo della maggioranza parlamentare. Insomma prima dei provvedimenti c’è ancora da discutere fra le varie componenti della maggioranza, definire priorità  e soprattutto raggiungere per ogni argomento un’intesa di massima con i partiti.
Letta ha anche chiesto ai ministri di definire ognuno degli «obiettivi» chiari e netti, da considerare strategici per l’attività  dei dicasteri che dirigono, per discuterne già  nelle prossime ore in Toscana, nel corso del ritiro che vedrà  domenica a pranzo partire tutto l’esecutivo in pullman, da Roma, per raggiungere un’abbazia che si trova a Sarteano.


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