Risorse al lavoro con i tagli alle pensioni più alte

ROMA — Si parla dei soldi necessari per far ripartire l’occupazione giovanile. Prima di arrivare in studio il ministro del Lavoro Enrico Giovannini ha già  detto che il suo piano arriverà  entro giugno ma che non prevede 12 miliardi di euro. Adesso la giornalista gli chiede se tagliare le pensioni più alte sia una priorità . «Questo — risponde Giovannini — è un elemento di giustizia sociale. Nel momento in cui chiediamo impegni a tutti non si vede perché anche chi ha pensioni molto elevate…». Quindi, lo interrompe la giornalista, interverrete anche su questo? «Questa è una delle proposte che sono state fatte». La prima uscita in tv di Giovannini, almeno come ministro, è per le telecamere di 2Next, il nuovo programma di economia in onda il mercoledì sera su Rai2, condotto da Annalisa Bruchi con la consulenza di Aldo Cazzullo. E le sue sono parole che oggi faranno discutere visto che toccano il tema dei diritti acquisiti.
Prima di registrare la trasmissione Giovannini aveva incontrato i sindacati e i rappresentanti degli imprenditori, confermando la sua intenzione di procedere per gradi, per tappe successive. Si comincia dalle misure a costo zero sulla riforma Fornero, «interventi da fare con il cacciavite» come li ha chiamati ieri il ministro, che potrebbero essere anticipati in un primo decreto legge, lasciando più tempo per approfondire tutto il resto. Nel provvedimento dovrebbe entrare la riduzione degli intervalli tra un contratto a termine e l’altro, che la legge Fornero aveva portato a 60 giorni per i contratti fino a sei mesi e a 90 per quelli più lunghi, e forse anche la proroga fino a due anni del primo contratto senza causale che adesso non può superare i dodici mesi. Si discutono anche i ritocchi all’apprendistato, con la possibilità  che l’assunzione alla fine del contratto venga trasformata da obbligo di legge in semplice possibilità  da regolare nel contratto collettivo. Mentre la richiesta di eliminare o almeno sospendere il contributo aggiuntivo dell’1,4% su tutti i contratti flessibili è una partita più complicata perché avrebbe bisogno di una copertura finanziaria oppure di un rinvio dell’Aspi, cosa peraltro probabile, visto che quella somma aggiuntiva serve proprio a finanziare la nuova assicurazione sociale per l’impiego.
Giovannini dice che «dobbiamo essere rapidi come governo e come Parlamento», perché bisogna consentire alle imprese «di avere un quadro normativo chiaro alla ripresa estiva». E per questo l’obiettivo è di avere presto un «piano a medio e lungo termine». Fatto insolito per il primo incontro ufficiale di un nuovo ministro, al tavolo con Giovannini non c’erano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. Tutti con altri impegni, naturalmente. Ma è anche vero che Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti hanno chiesto un incontro con Enrico Letta, che si dovrebbe tenere nei primi giorni della prossima settimana e al quale dovrebbe partecipare anche il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni. Per non parlare solo di idee ma anche di soldi per realizzarle.


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